Al Bernabeu l’esecuzione del karma: rigore al 92′ (giusto) e juventini fuori di testa

admin 12 aprile 2018 11 3.886 views
Al Bernabeu l’esecuzione del karma: rigore al 92′ (giusto) e juventini fuori di testa

Che serata quella di ieri, al Bernabeu ma anche nelle case di tanti appassionati di calcio. La Juventus è stata davvero strepitosa, ha rimontato lo 0-3 dell’andata ma alla fine si è dovuta inchinare al rigore calciato da Cristiano Ronaldo al 97′ che ha permesso al Real Madrid di raggiungere la semifinale di Champions League. Altra uscita di scena dei bianconeri, che a lungo hanno cullato il sogno di realizzare un’impresa pari a quella della Roma il giorno prima. Niente da fare, perché pochi secondi prima del fischio finale Benatia abbatte da dietro un liberissimo Lucas Vazquez e l’arbitro inglese Oliver assegna il rigore decisivo. In quel preciso momento è successo di tutto: accerchiamento alla vecchia maniera del direttore di gara da parte dei giocatori juventini ed espulsione di Buffon che chiaramente dice cose troppo gravi per restare in campo. In panchina e in tribuna la rappresentanza juventina sbraita, protesta, va fuori di testa. Un pandemonio, fino al gol che chiude la partita e il discorso qualificazione ma che mette solo in stand-by il caos. Il giornalista Mino Taveri mostra ai tifosi del Real Madrid una banconota da 50 euro e viene allontanato dalla tribuna stampa. Nedved e Agnelli si presentano in campo inveendo. I giocatori bianconeri continuano a protestare. Chiellini fa il gesto dei soldi a Varane sostenendo che avessero comprato la partita. Poi la mixed zone, con parole ingiustificabili di Buffon che si arrampica platealmente sugli specchi sostenendo che l’arbitro ha la spazzatura nel cuore perché non ha mostrato la sensibilità necessaria per non fischiare quel rigore e per non espellerlo: “Sul rosso non è successo niente di strano, l’arbitro per un abbaglio ha fischiato il rigore, quello lo accetto. Non accetto il fatto che un professionista che viene arbitrare una partita simile, con squadre di questo tenore, non abbia la personalità per essere sereno e tranquillo. Era anche impreparato, si vede che non ha visto quanto accaduto all’andata. Non puoi avere la totale assenza di sensibilità per fischiare un rigore al novantesimo, dopo che la squadra ha fatto qualcosa di incredibile, dandomi anche un rosso per proteste, per quella che forse era l’ultima mia partita. Hai la sensibilità di un animale, al posto del cuore hai una pattumiera“. Tocca poi ad Agnelli, che anche in modo garbato fa capire che il ruolo di designatore UEFA di Collina andrebbe rivalutato.

Per inciso: il rigore al 92′ e spicci fa male, ma nella fattispecie c’è e andava fischiato. La domanda da porsi è: come mai dopo una partita praticamente perfetta Vazquez è solo davanti a Buffon dopo una banale sponda di CR7? Dov’era Benatia? Urlare al complotto per l’assegnazione di un penalty e non fare una riflessione sull’errore assurdo a pochi secondi dal fischio finale è da perdenti, da gente che invece di assumersi le proprie responsabilità grida al complotto. Poi, altra domanda: perché Oliver, come sottolinea Buffon, avrebbe dovuto considerare quello che è successo all’andata? Perché avrebbe mancato di sensibilità? Forse doveva ignorare il fallo solo perché arrivato allo scadere e ingiusto nei confronti della Juventus? Ma stiamo scherzando? Alzi la mano chi non ricorda, per esempio, il rigore concesso la scorsa stagione ai bianconeri contro il Milan per un dubbio mani di De Sciglio e ben oltre il tempo di recupero concesso. La Juventus prese e portò a casa, schernendo i milanisti che protestavano (Donnarumma su tutti). All’epoca era tutto regolare, l’arbitro non fu insensibile? E perché ieri sarebbe dovuta andare diversamente? Perché Oliver non avrebbe dovuto espellere Buffon visto che era probabilmente la sua ultima partita in Champions League? In questi casi il regolamento non vale, può offendere serenamente? Si tenga queste rimostranze per la partita d’addio al calcio, lì non rischierà di trovarsi contro un arbitro insensibile. Ieri era un quarto di finale di Champions, contava il regolamento e Benatia aveva commesso fallo. Stop. Inoltre, lezioni morali da chi in passato non ha mai brillato per correttezza (storiche le sue frasi sul ‘meglio due feriti che un morto’ o ‘se avessi visto il gol di Muntari non lo avrei detto all’arbitro’) anche no.

Nel carosello di ieri, che si è prolungato anche oggi sui quotidiani, non manca il classico salamelecco dei nostri organi di informazione. A Premium un inno alla persecuzione: Cesari nega che ci sia il rigore, in studio solo pacche sulle spalle e solidarietà contro chi sostiene di aver subito un furto e comune accordo sul fatto che la Juventus sia stata derubata, alla faccia del regolamento. Sui giornali di oggi la coda prosegue, con una moviola che lascia il tempo che trova e nessuna stigmatizzazione alle gravi affermazioni nel post-partita di Buffon, come se gli debba essere perdonato tutto solo perché è lui. Incredibile che contemporaneamente a Sky proprio una bandiera juventina come Alex Del Piero abbia il coraggio di criticare l’ex compagno di squadra per aver p… fuori dal vaso.

Davvero doloroso vedere che in Europa non è come in Italia, dove c’è il Var ma viene usato all’occorrenza, dove ci sono avversari che si scansano e dove gli organi di informazione ti lisciano il pelo dalla mattina alla sera. Per fortuna, oltre il confine la musica cambia e il castello di illusioni costruito a uso e consumo della tifoseria miope e influenzabile viene spazzato via in un amen. Per poi trovare i colpevoli e gridare allo scandalo, cosa che avviene spesso in Italia ma per chi incrocia i bianconeri. Con conseguente stigmatizzazione e presa per i fondelli. Fa male, vero? Fa male l’esecuzione del karma? Tutto torna indietro, prima o poi. Ma ormai a Torino dovrebbero avere la cultura della sconfitta, vero John Elkann? Intanto, forza Roma che almeno tiene alto a livello internazionale l’onore dell’Italia che l’altra squadra macchia indelebilmente con sceneggiate da bassifondi morali. Stavolta la scusa del ranking possono pure risparmiarsela. Perché se i cani restano cani e i leoni restano leoni, i primi vanno avanti in Champions e gli altri escono sempre sul più bello.

  • gio

    bellissimo articolo un grazie di cuore a chi la scritto.
    Per l’ennesima volta La juve ha fatto conoscere a tutto il mondo la sua infima statura morale

  • maigobbo

    ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah….

  • maigobbo

    scusate ho preso fiato ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah

  • andrea1952

    Che vantaggio aveva Vasquez a simulare? Era solo davanti a Buffon, ad un metro, aspettava solo che la palla scendesse per calciarla in porta a botta sicura. Benattia per toglierla da dietro non poteva far altro che abbatterlo, quindi fallo solare e relativo rigore. Ad una cosa è servita questa gara, oltre che a buttar fuori la rube. E’ servita come certificazione dell’arroganza rube, del loro comportamento tollerato in Italia, tipo aggressione in massa agli arbitri, che hanno reagito in quel modo perché quel rigore in Italia con arbitri italiani contro la rube non lo avrebbero dato anche se sacrosanto. Giù la maschera visto il vero “stile Juve” prepotente ed incapace di capire cosa è il calcio e lo sport. Fino ad ultimo hanno fatto i furbi, gli italiani, arrivando persino a danneggiare il dischetto del rigore con i tacchetti. In Italia Bonucci colpì, lievemente o meno,-** con la testa l’arbitro e quest’ultimo chiese quasi scusa alla rube. Buffon invece lo ha insultato ed è stato espulso. Dybala, prima simula, poi fallo grave e fuori, in Italia non sarebbe mai successo. Ieri sera 5 ammoniti Juve, quando mai in Italia. Ieri sera è servita per capire che giornalisti abbiamo in Italia, non solo da quello allontanato in tribuna con le monete in mano, ma quelli di Mediaset, che hanno aggiustato le immagini con fermo immagine ad oc per negare il fallo di Benatia, roba da calciopoli ed il moviolone di Biscardi. La Juve ha fatto una magnifica gara, peccato che il suopresidente, come colpito sulla strada di Damasco, abbia perorato la causa del VAR in CL quando per tutto il girone d’andata del campionato ha sparato a zero contro, lui e Buffon, poi appena sono riusciti ad “addomesticarlo” loro ed il circo di prostituti mediatici tacciono. Ridsicoli la squadra, la società ed a questo punto pure i giocatori. Finalmente hanno provato sulla loro pelle le angherie ed i sopprusi che hanno fatto agli altri, attraverso compiacenze arbitrali e ruberie per decenni e che continuano a fare VAR o non VAR

  • andrea1952

    arrivare a fare le buche in campo per far sbagliare il rigore, (l’amico di mio padre Lorenzi in arte Veleno mise una buccia di uno spicchio di limone sotto la palla pronta per il rigore ovviamente a sfavore Inter, che difatti andò alle stelle, ma erano altri tempi), vincere una coppa con morti a bordo campo e con un rigore dato per fallo su Bomiek a centro campo, quell’arbitro era bravo e di cuore. Il BBilan che voleva vincere a tavolino perché si erano spente le lampade dell’illuminazione ci facciamo sempre riconoscere. All’Inter che contro il Barca espulsero Motta per un semifallo, quello nessuno ebbe da obiettare e giocare in 10 conto il Barca di allora non era uno scherzo. I tifosi rubentini pretenderebbero che l’arbitro di ieri sera compensasse l’eventuale errore dell’arbitro nell’andata, il presunto rigore su Quadrado, tutto torna, loro ammettono solo gli errori a loro favore, qualora vi fosse un errore arbitrale a loro sfavore venisse ricompensata nella gara successiva. Cosa avrebbero detto al posto della Roma dove con il Barca all’andata gli hanno fregato due rigori. Se la prendono con Collina che ha mandato un arbitro impreparato per condurre una gara come quella. Altro errore, l’arbitro ha gestito benissimo la gara il rigore c’era netto, l’espulsione di Buffon, se ha mandato a fare in culo l’arbitro, è rosso che sia Buffon e piriipicchio, le ammonizioni c’erano tutte ed addirittura ha graziato la rube su due falli in area di Chiellini su Ronaldo. Poi accusare l’arbitro non è l’alibi dei perdenti? allora loro sono perdenti. Nessuno dice che Benattia ha permesso che Lopez fosse solo ad un metro da Buffon? Come poteva il giocatore rubantino prendere la palla da dietro Vasquez se non facendo fallo. Ricordo che in are basta un tocco non consentito per fare rigore Che vantaggio aveva il giocatore del Real a simulare quando poteva tirare a colpo sicuro? Nessuno ha il coraggio di dire questo. Voglio anche vedere se verranno presi provvedimenti sia a su Buffon e Chiellini che faceva il segno verso l’arbitro delle mazzette chiaramente intendendo comprato, forse è il loro metro di misura verso l’arbitro. Non hanno pensato marmotta e monociglio a rinchiudere Oliver nello sgabuzzino degli spogliatoi

  • leggo.solo.tuttosport

    L’OSSESSIONE DEL “TRIPLETE”, S.O.S. PROF. ANDREOLI E L’OSTENSIONE DELL’ON. TAJANI.
    AGNELLI COME IL FIGLIO DI CEAUSESCU. NAVAS COME SARTI?

    La Vecchia Baldracca, un tempo Vecchia Signora, ancora una volta aveva organizzato le cose per bene, secondo il suo collaudato “stile”, facendo sì che il Real, a sua insaputa almeno fino allo 0-3, giocasse in 10 contro 12 (gli undici juventini + Navas in veste di Sarti edizione Mantova 1967).
    Il portiere madridista, infatti, dopo aver elegantemente incassato lo 0-2 facendo la bella statuina su un colpo di testa di Mandzukic telefonato sul palo più vicino, emulava Sarti su una comoda presa a terra consegnando la sfera a Matuidi per il più facile degli 0-3.
    Navas è gestito dalla Goalkik Sportmanagement, al cui vertice compare il turco Ozkan Selim. Sarebbe interessante indagare su eventuali rapporti sotterranei di costui con la famiglia e l’entourage dell’attuale compagna di Andrea Agnelli, la turca Deniz Akalin, una signora dei “quartieri alti”, il cui ex marito, Francesco Calvo, già Responsabile Marketing della Juventus, ricopre ora, proprio in Spagna, un incarico di vertice al Barcellona.

    A Torino e dintorni il Triplete è ormai un’ossessione che dovrebbe essere materia di studio per l’esimio prof. Andreoli, senza scomodare i Maestri Freud e Jung, se non si sono rassegnati neppure davanti al più perentorio degli 0-3 casalinghi, fino a mobilitare per la trasferta in Spagna anche il presidente del Parlamento europeo, ostendendolo in tribuna centrale al fianco della triade Agnelli-Marotta-Nedved, con l’evidente intento di condizionare l’arbitro come fosse un Rizzoli qualsiasi.
    Il britannico Oliver, invece, forse perchè fautore della Brexit, in pieno recupero ha decretato il rigore decisivo per un calcio da dietro sferrato da Benatia al petto di un avversario ormai solo davanti a Buffon, sicuramente più netto dei due penalty fischiati quattro giorni prima contro il povero Benevento e ritenuti giusti da Grande Stampa e RaiSport.
    A nulla è valsa la discesa a bordo campo di Andrea Agnelli, scortato dal fido Nedved, nel vano tentativo di emulare il figlio di Ceausescu, che una volta scese sul terreno di gioco e obbligò l’arbitro a revocare un rigore fischiato a favore degli avversari della Dinamo Bucarest.
    Non contento della concessione del penalty, Oliver si è addirittura permesso di cacciare dal campo l’eroe nazionalpopolare Buffon, dello Il Laureato, che lo aveva ripetutamente insultato, quando invece i suoi colleghi italiani hanno tollerato le testate del Bonucci bianconero e si sono fatti chiudere a chiave negli spogliatoi.

    Resta da domandarsi come mai, nelle partite decisive, capitano sempre agli antagonisti della Juventus le papere dei portieri alla Sarti o alla Navas, così come i suicidi di massa tipo Verona-Milan 1973, Roma-Lecce 1986 e Lazio-Inter 2002, con le scansate di Gresko connazionale di Nedved e Poborski.

    • andrea1952

      Grande, incisivo e convincente, ma per caso non hai mica amicizie in qualche servizio segreto deviato, ovviamente, altrimenti se non fosse deviato sarebbe al servizio della rube? Ti darebbero del complottista, come lo davano a coloro che denunciavano le ladrate rubentine prima e durante calciopoli. La partita di CL è stata la cartina al tornasole della corruzione del calcio italiano, il termine di paragone da cui i ns. arbitri escono con la loro faccia, quella vera, un branco di venduti al potere bianconero o alla famiglia reale. Voglio vedere le squalifiche che dovranno arrivare a Buffon Chiellini, Agnelli, Marotta e compagnia, se adopero come parametro la squalifica di Guarin per “sguardo intimidatorio” verso un guardialinee, i rubentini non dovrebbero rivedere il campo fino alle calende greche

    • Ale For

      Guarda che Gresko è slovacco come Skrjniar. Ed era più scarso di Pistone.

      • leggo.solo.tuttosport

        NEDVED, POBORSKI, GRESKO, OVVERO: “LA VIA CECOSLOVACCA ALLO SCUDETTO”

        La connazionalità di Gresko con gli altri due si riferiva alla comune cittadinanza cecoslovacca posseduta fino al 1993, anno della
        formale dichiarazione di indipendenza della Slovacchia.
        Nel 2002 il nuovo Stato era di fatto ancora sotto la tutela della Repubblica Ceca e versava in ogni campo, compreso quello sportivo, in una condizione di “sovranità limitata”.
        Quanto a Gresko in Lazio-Inter del 5 maggio 2002, le immagini televisive, sin dalla diretta, hanno evidenziato che su entrambi i gol di Poborski il terzino nerazzurro, senza motivo, si fa da parte e permette al compare di prendere la mira indisturbato e fulminare Toldo.
        Anche uno scarso avrebbe mantenuto la posizione senza scansarsi, impedendo la facile conclusione a rete.
        Lo sventurato, dopo una fugace esperienza nel Parma, fu condannato senza appello ad un prematuro oblio, cosa che non si spiega con una semplice involuzione tecnica.
        Gresko, infatti, si era affermato al precedente campionato europeo Under 21, approdando all’Inter nel mercato invernale 2000 su richiesta di Tardelli, allora allenatore nerazzurro e tecnico degli “azzurrini” in quel torneo continentale.
        All’Inter, pur senza compiere nulla di trascendentale, aveva fornito buone prestazioni e nulla lasciava presagire le gesta del 5 maggio 2002, arrivate come un fulmine a ciel sereno.
        La subitanea uscita di scena di Gresko ha tutte sembianze dell’irrevocabile ostracismo che si decreta a chi si macchia di certi comportamenti e viene bollato inaffidabile per sempre.

        (Per completezza di cronaca, il sig. Poborski, nell’aprile 2016, postava sul profilo Facebook la sua ideale partecipazione ai festeggiamenti del vicepresidente Nedved e dei calciatori juventini per la conquista matematica dello scudetto).

  • andrea1952

    Siamo alle comiche finali su 7gold i rubentini stanno parlando di “cupole spagnole” e detto da loro che di “cupole” italiane sono i massimi esperti a livello mondiale sono credibili. Che Collina ce l’ha con le squadre italiane in particolare ovviamente la rube, perché da italiano vuol passare super partes svantaggiandole. Quando arbitrava a detta dei rubentini non era il miglior arbitro del mondo? Non solo, Collina manda arbitri ad arbitrare la rube o vecchi e bolliti a fine carriera, che per continuare ad arbitrare svantaggerebbe la rube, ma siccome l’arbitro di ieri sera era giovane, quindi inesperto che avrebbe svantaggiato la rube per far carriera, ed anche di questo la rube è un esperta mondiale, un valido consigliere per i designatori europei sarebbe Moggi le sue telefonate con schede svizzere docet. Altra chicca, secondo i rubentini l’arbitro di ieri sera avrebbe dovuto studiarsi la gara d’andata, annotarsi i presunti favori goduti dal Real, e compensare ieri sera, magari con gli interessi, la rube magari con due rigoretti come quelli a lei dati con il Benevento. Follia pura, becerate allo sbaraglio. Non sanno perdere, non sanno cosa significa legalità, ne sportività, hanno il coraggio di inalberarsi per un rigore sacrosanto come quello di ieri sera, mentre a loro ogni domenica arriva l’aiutino arbitrale, o con uno o due rigori farlocchi, o permettendo un gioco falloso senza subire neppure un’ammonizione, od un espulsione mirata, o accondiscendere ai rotoloni di Dybala in zone del campo a sua scelta per rubare una punizione da una posizione favorevole al suo tiro, senza contare la VAR consultata a richiesta rube od ignorata se svantaggiosa per i bianconeri. Non si domandano come mai questo all’estero non avviene, o avviene in misura irrilevante? Ricordo la squalifica di Guarin per “sguardo intimidatorio” cosa dovrebbe accadere a Buffon, Chiellini e compagnia, per la gazzarra da bordello d’angiporto di ieri sera a Madrid? la prossima gara di CL della rube, gli dovrebbe mancare metà squadra per squalifica, ma abbuieranno tutto

  • andrea1952

    E’ stata quasi massima la goduria, il massimo sarebbe stato se il rigore fosse arrivato, come arrivato, nei tempi di recupero, ma che fosse stato palesemente farlocco, invece che sacrosanto, come spesso accade alle avversarie della rube. Hanno calato la maschera, nei minuti finali contro il Real è andato a farsi friggere lo sbandierato “stile Juve”, il buon samaritano Buffon, le frasi che chi si lamenta degli arbitri sono solo i perdenti, che loro non criticano mai l’operato dell’arbitro, Agnelli che rivendica la VAR dopo che in campionato, durante tutto il girone d’andata, aveva lui ed i suoi vari lacchè sparato ad alzo zero contro questa tecnologia e solo in quello di ritorno dopo l’ammaestramento del medesimo ai voleri rube ha smesso di protestare. Soprattutto è apparso in chiaro che se la rube incontra un arbitro degno di questo nome, una squadra che non si scansa, la rube diviene quello che è anche in Italia, solo una buona squadra e non quella schiacciasassi che appare nel campionato e sui ns. media, solo perché sospinta da arbitri, presidenti delle squadre avversarie venduti, e strapotere nella stanza dei bottoni del calcio italiano