Brutti lassù. L’ennesimo paradosso dell’Inter

admin 2 ottobre 2017 2 1.212 views
Brutti lassù. L’ennesimo paradosso dell’Inter

E pure oggi ci troviamo a metà, non sapendo che strada logica prendere; se quella della classifica o quella della prestazione che, ieri, nel secondo tempo, è stata la peggiore di tutta la stagione.

I ritmi sono stati quelli del precampionato o del fine campionato, la voglia quella prevacanziera, le idee pochine.

Certo, gli uomini quelli sono. Se al condor gli tarpi le ali, quello non vola. E così, se da sei o sette od otto anni, ci presentiamo con quei due terzini, è chiaro che qualcosa in fase di manovra perdi.

Ed il danno complessivo non è pari alla somma del disvalore dei due terzini, ma è molto superiore perché quel disvalore pregiudica inevitabilmente i movimenti di chi gli sta vicino – Perisic o Candreva – ma anche di tutti gli altri.

In panchina c’era Dalbert, trattato per due mesi interi. Quando è entrato – devo dire – è riuscito a fare le due cose più brutte dell’intera partita. Brutte perché figlie di un approccio totalmente superficiale per il momento agonistico che si passava. Una palla vagante a pochi secondi dal termine sulla quale è entrato con la forza di un lombrico ed un passaggio in orizzontale ad un compagno spedito, però, nei piedi di un avversario. Errore nella mente, nella forza e nella direzione. Quando si sbagliano i tre fattori del passaggio, nelle scuole calcio medie, di solito, si viene spediti nel gruppetto di quelli più scarsetti. Quando si sbagliano in serie A, le cose vanno valutate per bene.

Ora, io mi rifiuto di pensare che Dalbert sia peggio di D’Ambrosio (su Nagatomo sorvolo perché non è nemmeno un calciatore, a mio parere), aspetterei ancora un po’ prima di un giudizio definitivo, ma rimane un simbolo. Il simbolo di una squadra molle e svogliata.

Come Miranda, lento, deconcentrato e sempre mezzo secondo in ritardo (come nel caso del gol).

Dice, il calcio poi è miracoloso. Nessuno avrebbe detto che questa squadra avrebbe potuto vincere a Roma. E poi c’è la classifica che sorride clamorosamente. In definitiva, si aspetta ancora, un’altra maledetta pausa nazionali e poi il derby. Contro un Milan che, ad oggi, è rimasto alle cose formali.

Il giudizio per l’Inter rimane sospeso. Certo che sospesi ai primi posti ci rimarremmo ancora diverso tempo. E volentieri. Però qualcosa nel registro va modificata.

Il registro è quello mentale e tattico. Della testa strana si è già detto. Del momento tattico, invece, si potrebbe scrivere una enciclopedia. Sta di fatto che lo scacchiere mi pare, a volte, troppo scontato per gli avversari. E’ come se mancassero le varianti. Sempre a quel ritmo, sempre a quella velocità, sempre con quelle linee di passaggio.

Sì, ma secondi in classifica. Vacci a capire qualcosa.

#Amala

Giancarlo De Cata


  • maigobbo

    ragazzi miei subire due pali anche dal benevento mi mette ansia in vista del derby! Non si può dominare per 30 minuti come abbiamo fatto noi e poi addormentarsi in questa maniera: a me piace giudicare la partita non solo per il risultato, ma guardando la prestazione in generale ed allora onestamente dico che ha giocato quasi meglio il bbilan contro la roma che noi contro il benevento.

    • andrea1952

      Vorrei che queste frasi le leggesse alche Anselmo ipercritico verso i miei post incavolati verso il non gioco dell’Inter. Condivido parola per parola quanto da te scritto, perché avevo il timore di aver visto queste cose solo io