Di San Gennaro e di altri miracoli

admin 23 ottobre 2017 10 1.448 views
Di San Gennaro e di altri miracoli

La battuta sulla storia di Spalletti Ministro della Difesa è obiettivamente carina. Ma rimane una battuta che denota, in Sarri, un po’ di rabbia e un po’ di frustrazione.
La frustrazione per non essere riuscito a far gol ad una squadra che, a leggere le testate, avrebbe dovuto prenderne diversi.
Ed invece, no. Nemmeno uno.
Con decenza parlando, chi pensa che quello dell’Inter sia stato un catenaccio imposto dal Napoli non ha capito niente della partita di sabato sera e, probabilmente, mastica pochino pure di pallone in generale.
Perché quello di sabato sera tutto è stato tranne che un catenaccio. Sabato sera, dalla tribuna Posillipo dello stadio, ho visto una delle Inter più compatte ed organizzate degli ultimi anni. Un blocco omogeneo di undici uomini che si muovevano in perfetta sintonia perché tutto era stato studiato durante la settimana. L’Inter ha voluto quella partita, l’Inter ha suggerito certi passaggi ed imposto altre soluzioni.
Quella specie di terzo tempo micidiale di Callejon, per esempio, il buon Luciano lo conosce alla perfezione e riuscire ad inculcarlo nella testa e nelle gambe di Nagatomo rappresenta il miracolo più grande visto a Napoli sabato sera.
Basterebbe questo per ringraziarlo già di tutto. Eppure non è stato il miracolo-Nagatomo l’unico fenomeno della serata.
San Gennaro permettendo, si potrebbe parlare, ad esempio, anche del duo Vecino-Gagliardini che, in mezzo ad alcune sbavature, ha chiuso con le unghie e con i denti diverse linee di passaggio fondamentali nel gioco del Napoli. Si potrebbe parlare di D’Ambrosio di fronte al quale c’era il cliente, in assoluto, più scomodo di tutti. Si potrebbe parlare di Miranda che non ha dormito come altre volte.
E poi il miracolo Skriniar che sembra avere sotto la maglia una corazza di ferro. Il modo in cui attende di essere puntato anche da chi ha caratteristiche fisiche velenose e totalmente diverse dalle sue è caratteristico almeno quanto efficace. In diverse occasioni, i piccoli del Napoli lo hanno fatto, ma sono rimbalzati come si fa sui muri di gomma: miracoli del calcio.
E’ vero, ci sono stati anche un paio di miracoli di Handanovic che, sotto i fischi assordanti del San Paolo, ha preso un paio di palloni obiettivamente surreali. Ma l’aureola forse andrebbe assegnata oggi a Luciano Spalletti che io non cambierei né con Conte, né con Simeone, né con nessun’altro.
Eppure, per chi non ci crede, non tutto è riconducibile al miracolo. Anzi, molto più probabilmente quella di sabato sera è stata l’Inter meno metafisica che ci sia. Concreta, forte, determinata, sudatissima, muscolosa, desiderosa di prendersi esattamente quello che voleva. E’ stato bello ammirarla dal vivo, anche senza aver fatto gol, ma per il solo piacere di guardarla snodarsi in tutte le fasi come una specie di serpente velenoso.
Che Spalletti possa riuscire a portare avanti la sua creatura ancora per tanti mesi, miracoli o non. Con tutto il rispetto per San Gennaro, s’intende.
#Amala

Giancarlo De Cata


  • andrea1952

    De Cata condivido quasi in toto l’esame fatto, solo, non solo con il Napoli, Handanovic mi sembra un po’ troppo impegnato, sintomo che la difesa balla un po’ troppo, Hanno parlato di catenaccio fatto dall’Inter. Solo una dimostrazione di malevolenza verso i nerazzurri, lo dimostrano le parate di Reina e la respinta del pallone sulla linea di porta del Napoli. Poi perché il catenaccio lo fa solo l’Inter, la Juve con il Barca non lo era? Le risparmio gli stridori di denti dei vari mezzo busto Rai che avevano preparato il tutto per la sepoltura dei nerazzurri a partire da tordelli. Poi si sono buttati sulle battute di Spalletti e Sarri, dimenticandosi che essendo ambedue toscani se rinunciassero alle battute e punzecchiature non sarebbero toscani

  • leggo.solo.tuttosport

    DIVERSAMENTE PORTIERI: HANDANOVIC L’ABUSIVO E BUFFON “N. 1 DEI NUMERI UNO” (REPICE DIXIT):
    IL “CIRCO MEDIATICO” COME TECOPPA.
    Tecoppa, celebre personaggio del teatro dialettale milanese, in un noto episodio si batte in duello, ma dopo le prime schermaglie accusa l’avversario di slealtà, perchè muovendosi in continuazione non si lascia infilzare.
    Edoardo Ferravilla, suo creatore, così ne definiva la figura morale: “strisciante coi ricchi, superbo coi poveri, nemico del lavoro”.
    Come il proverbiale Tecoppa, le vestali del circo-mediatico-che-non-conosce-mai-la-crisi-del-Milan si strappano le vesti perchè Handanovic non si è fatto infilzare docilmente, al pari di un Bizzarri qualsiasi, dagli attaccanti del Napoli ed ha osato addirittura parare di tutto, impedendo all’Inter di subire la prima sconfitta, agognata dai circensi.
    Lo stesso metro non viene adoperato nei commenti dell’ennesima farsa mandata in scena nell’avanspettacolo di Udine dalla “Pozzo Productions” (Pecoraro dove sei?), come nella consueta radiocronaca di regime di Repice, che nel primo tempo, esaltandosi, esaltava le parate del “n. 1 dei numeri 1”, Buffon.
    Se ti chiami Handanovic, o Julio Cesar, o Toldo, o Pagliuca, o Zenga e difendi la porta interista (ma succede anche alle altre avversarie di vertice di JuveMilan), allora sei un “deus ex machina”, estraneo all’evento calcistico, calato dall’alto sul proscenio per alterarne il copione.
    Se invece ti chiami Buffon (o Donnarumma, preteso n. 2 dei numeri 1), allora: ARRIVANO I NOSTRI !!!

    • andrea1952

      chi unque lei sia alla lingua italiana dà del tu, complimenti. Riguardo ad Handanovic, per la verità una trasmissione che ha parlato di Handanovic e delle sue parate c’è, mi riferisco alla Domenica Sportiva. Ma solo per dare spunto ad il tardo Tardelli per sottolineare che l’Inter non meritava di pareggiare, dato che il giocatore maggiormente impegnato è stato il portiere. In aiuto del garfagnino hanno pure chiamato la rubentina Christillin “amica” degli ovini (amica fra virgolette, proprio in senso maligno) che da tifosa rubentina nel recente passato si è data da fare per far sperperare denari pubblici attraverso la sua organizzazione delle olimpiadi invernali di Torino. Alla quale è stata posta la domanda ad usum rubentinii “fra Buffon ed Handanovic chi era il migliore” scontata la risposta da una decelebrata. Riguardo alla gara con l’Udinese sfido a trovare un altro incontro dove una squadra in vantaggio, in superiorità numerica, riesce a perdere per 6-2 fra cui dei 6 goal 2 su autorete e che autorete, soprattutto la prima, con un colpo di testa da un difensore che Icardi nel suo migliore momento, ha difficoltà a fare. Poi anatema, anatema, l’espulsione di Manzotin per un piccolo vafa in culo rivolto all’arbitro, per un rigore non dato giustamente dal direttore di gara. Come, povero Manzotin, tutti i giocatori rubentini hanno mandato, prima o poi, a quel Paese l’arbitro e lui viene espulso? E’ un’ingiustizia però, Calimero docet, (risposta fuori campo ndr), no, tu non sei ladro, sei solo juventino! Bermi (toscanismo) Carosello!

    • Giancarlo De Cata

      Perfetto, devo dire. Con il coronamento del riferimento cultural-teatrale apprezzato e calzante. Bravo!

  • maigobbo

    abbiamo solo culo! Culo e nient’altro e da sempre! Culo a non essere stati implicati in calciopoli, culo ad aver vinto cinque scudetti di fila, culissimo ad aver fatto il triplete e straculo a non essere mai stati in B, ma sopratutto ultraculo a non essere nati gobbi!

  • gio

    Se lo “scaccolatore” sari vuole
    allenare squadre molto ,ma molto più blasonate del Napoli deve farne
    ancora molta di strada comportamentale.Noi pensiamo al 4°posto,tutto
    il resto che ci pensino gli altri ..champion league , scudetto e
    pallone d’oro tutto a sari e al suo “simpatico” datore di
    lavoro

    • andrea1952

      Gio, hai notato quanto i prosti media insistano per far dire a Spalletti che l’Inter mira allo scudetto? Questo per poi, quando i nerazzurri perderanno una gara, e questo, con tutti gli scongiuri possibili accadrà, sparare ad alzo zero sull’Inter e Spalletti, conoscendo il carattere dell’allenatore di Certaldo che li manderà certamente a quel Paese e destabilizzare l’ambiente nerazzurro o denigrare la squadra che al momento possono fare solo in maniera limitata data la sua posizione in classifica

  • Fabio Inter2010

    Condivido al 100% il tuo editoriale Giancarlo! Continuiamo cosi, alla faccia dei prostituti intellettuali, che ovviamente saranno pronti a sparare le loro caz…alla prima sconfitta della nostra Inter! Lucianone e i ragazzi stanno facendo veramente qualcosa di bello, ovvio si fanno ancora errori in difesa e si deve migliorare ma intanto possiamo dire tranquillamente che adesso l’ Inter è diventata di nuovo una “squadra” e ovviamente questa cosa ai “giornalisti”??? di regime da’ molto fastidio. Un saluto a te Giancarlo e a tutti i tifosi nerazzurri del blog! Amala!!

    PS : Altra partita farsa tra Udinese e “vecchia baldracca”, sai che novita’!!! Ma qui la storia nasce da molto lontano, esattamente il 5 maggio 2002, quando la domenica prima in quel di Lecce all’ Udinese venne assegnato un rigore farlocco che permise ai friuliani di salvarsi, cosi poi che la domenica successiva gli stessi friulani praticamente non scesero mai in campo contro i gobbacci, anzi erano in campo ma da fantasmi praticamente perche’ gia’ dopo i primi 8 minuti Trezeguet e Del Piero avevano gia’ chiuso la partita sul 2 a 0 e l’ Inter perdeva con la Lazio praticamente uno scudetto gia’ vinto nonostante pure in quell’ anno le porcate arbitrali avevano favorito la “vecchia baldracca”, andate a vedere qualche video su youtube per curiosita’ se volete, riguardo proprio quell’ anno!! Sapete chi era l’ allenatore dell’ Udinese di quella stagione? Ventura, l’ attuale ct dell’ Italia, scelto da Lippi due anni fa’ quando era direttore tecnico della Figc, proprio Lippi Lippippa che il 5 maggio 2002 vinse quello scudetto sulla panchina della “vecchia baldracca”, ma ovviamente questa è soltanto una coincidenza, sono io che sono troppo malizioso….e come scrivono i prostmedia, in primis ovviamente quelli di “ruttosporc” noi tifosi dell’ Inter pensiamo sempre ai complotti e siamo sempre sospettosi!!!

  • gio

    oltre a quello di G.De Cata bellissimo anche l-articolo di Cavasinni bravi !!AMALA

  • andrea1952

    Prima l’Inter era san culo, poi san palo, poi san Handanovic. Stasera di culo i nerazzurri ne hanno avuto poco viste le occasioni ed il primo goal della Sampdoria in pratica un regalino di Handanovic. San polo, vero, stasera ce ne sono stati 3 ma li ha fatti l’Inter. Opss, dimenticavo i pali dell’Inter sono tiri sbagliati, per gli altri sfortuna o fortuna Inter. Handanovic non è più santo dato che il primo goal è un regalino suo. Ora non sapranno più a che santo aggrapparsi, potrebbero ripiegare all’aggrapparsi al casso? Detto questo, nel secondo tempo se i nerazzurri non fanno soffrire almeno un po’ non sono contenti. Dopo che una squadra ha fatto soli due tiri in porta Handa morto di freddo, permetti, agli avversari, gli ultimi 20/25 minuti metterti in difficoltà. Comunque bene così, quando una squadra gioca così, soprattutto nel primo tempo, mi fa godere e la Samp non è una squadretta come la vorrebbero far apparire. Non ho mai lesinato critiche ai nerazzurri, ma stasera sarei ingiusto, solo l’ultima parte del secondo tempo si sono un po’ seduti, forse stanchi o forse si vedevano già vincitori ed hanno tirato i remi in barca. Stasera si è visto con più chiarezza il gioco di Spalletti, ma possono ancora migliorare