Gli asini, il paradosso e lo stile Bayern Monaco

admin 24 marzo 2015 1 2.285 views
Gli asini, il paradosso e lo stile Bayern Monaco

Ci risiamo, puntuali come il rigore al 70mo per il Milan in casa e sullo 0-0.

Ennesima delusione stagionale, ennesima partita della quale possiamo sventolare il vessillo di un possesso palla stile Bayern Monaco e di un risultato stile avversario del Bayern Monaco.

E’ incredibile come sia diventato complicato descrivere le partite dell’Inter: un meraviglioso quadro di bel gioco, rogna nera ed esibizione di asini.

Già, perché – a questo punto – chi glielo va a spiegare a chi non ha visto la partita che l’Inter ha praticamente dominato giocando sempre (bene) nella metà campo del serbo? Io non ci provo nemmeno a spiegarglielo, esercizio inutile e sterile.

E’ molto più comodo far notare – per esempio – che, se tieni la palla per oltre il 70% del totale e riesci a non segnare neppure un gol prendendone uno in quelle due o tre palle giocate dagli uomini di Sinisa, allora sei stato un disastro in attacco e pure in difesa.

Vero, questa è la verità.

E, allora, faccio finta di scordarmi pure che il gol l’abbiamo preso su punizione e su solita colpevole disattenzione del portiere che una te ne salva ed una te ne butta giù.

In un angolo della memoria, ci metto anche il rigore macroscopico non fischiato ad Icardi e che fa il paio con il gol regolare contro il Cesena di domenica scorsa.

Mi sono pure scordato la traversa sempre di Maurito e le zero conclusioni nello specchio della Samp.

Ieri, è stato peggio che contro la Fiorentina. In quella partita, la Fiorentina aveva messo il naso oltre la metà campo, ieri invece la Samp no. Ieri l’Inter meritava di vincere senza se e senza ma. Ma non sai come spiegarlo, quali argomenti usare, a quali risultati appigliarti. Perché non ce ne sono.

Allo stato ci sono una società semi-presente, pochi ottimi giocatori, diversi giocatori da metà classifica, molti asini reali. E un grande allenatore.

#iostoconmancio #amala

Giancarlo De Cata 


  • andrea1952

    ciao ben-tornato, io non mi faccio troppe illusioni sul futuro mercato dell’Inter, come al solito tanti nomi, ma poi, stringi, stringi…. Ci vogliono capitali, l’unica speranza che Mancini possa scovare qualche buon giocatore, sottovalutato da altre squadre