Icardi talismano “Bivalente”

admin 19 marzo 2018 3 2.730 views
Icardi talismano “Bivalente”

Non è un paradosso, né una bestemmia bell’e buona, ma che Icardi scenda o meno in campo, per i nerazzurri sono (praticamente) sempre rose e fiori. Alla faccia dei soliti buontemponi da tastiera o, peggio, di quei sedicenti giornalisti che dipingono i nerazzurri come (iper)dipendenti dagli estri della punta argentina o, all’incontrario, “che giocano in 11 senza di lui”  (recente blasfemia pronunciata da tal Zazzaroni, detto Ivan, al quale aveva fatto seguito pure il collega Jacobelli – giusto alla vigilia del derby milanese, poi rinviato – sposando però la versione più “tossica” delle 2). Basterebbe, infatti, chiedere il conforto della statistica e si scoprirebbe che – prima del recente infortunio – nelle precedenti 7 occasioni in cui Maurito non era sceso in campo perché squalificato (2 volte), infortunato (3 volte) o tenuto a scaldare la panchina per tutti e 90 i minuti, recuperi compresi (2 volte), i nerazzurri erano sempre riusciti ad incamerare i 3 punti, a prescindere che si fosse trattato di gare casalinghe (4 occasioni) o in trasferta (3 volte). La presente verifica decorre ovviamente dalla stagione 2014-15, visto che quella d’esordio coi nerazzurri di Icardi dell’anno prima (2013-14) non risulta attendibile per via delle sue sole 22 presenze.

In ogni caso, da quando la punta argentina è titolare indiscusso dell’Inter, nelle finora 15 occasioni del massimo campionato in cui non ha messo piede in campo (3v. per squalifica, 8v. per infortunio, 3v. in panchina, 1v. non convocato) sono sortite ben 10 vittorie, 3 pareggi e 2 sole sconfitte (di cui la prima datata 14/5/16 in quel di Reggio Emilia – casa Sassuolo, ma si trattava della gara conclusiva di quel torneo con i nerazzurri già qualificati da tempo ai gironi dell’Europa League – e la seconda nella recente Marassi genoana), per una media di 2,2 punti a partita. Ma Icardi-dipendenza “de che?”

L’auspicato ritorno alla rete col poker inferto alla Samp non fa quindi che confermare quanto Icardi risulti essere un talismano nerazzurro un po’ fuori dall’ordinario, in pratica “bivalente”, nel senso sia che scenda in campo (ipotesi di gran lunga preferibile, visto il taglio del nastro sui suoi primi 100 gol realizzati per l’Inter a soli 25 anni), sia che sia assente. Ma mica poteva essere diversamente per un calciatore argentino nato proprio a Rosario come tanti suoi illustri colleghi e/o concittadini tipo Messi, Di Maria, Banega o persino Che Guevara. Poteva mancare la citazione di un allenatore un po’ “loco”  come Bielsa? Certo che no, anche se, per onestà intellettuale, andrebbero menzionati anche i vari Kily Gonzalez, Solari e il più recente Ansaldi, tutti rosarini accomunati da trascorsi nerazzurri tutt’altro che soddisfacenti. Per la serie: “Non tutte le ciambelle riescono col buco”.

P.S.: Da ultimo, non poteva mancare una considerazione su Rafinha. Bah, sarà questo clima post-sanremese che fa coesistere i fan del cantante Raf con gli aficionados nostalgici della showgirl Raffa (alias Raffella Carrà), ma è indubitabile che dopo la quasi perfetta prestazione odierna – peccato solo per il cartellino giallo – gli appassionati nerazzurri preferiranno di gran lunga un’altra versione di quella particolare matrice anagrafica, più “integrale” delle due canore e meglio ancora se personificata dal talento del giocatore brasiliano Rafinha. Questione di gusti personali, ma anche e soprattutto di prevalenti passioni calcistiche. Il fantasista di scuola Barca ha dimostrato ancora una volta di saper daredel tu al pallone con una padronanza tecnica sconosciuta alla maggior parte dei compagni in rosa. Come si fa, quindi, a non trovarsi d’accordo con quel tifoso nerazzurro che con un tweet domenicale ha configurato nel brasiliano il “nuovo” Sneijder? Gli mancherebbe giusto solo la stoccata da fuori!

Orlando Pan

  • andrea1952

    tutto OK. ma calma e gesso. Queste fiammate l’ultimo Inter le ha fatte spesso, poi la partita successiva guardavano giocare. Poi teniamo presente che la Samp le ha prese anche dal Crotone, cioè è una squadra in calo. Detto questo, è indubbio che i nerazzurri visti ieri per dirla come il poeta: “c’è qulc’osa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico….” ieri abbiamo visto una squadra di calcio, e non undici baldi giovani che per caso si trovano a correre per il campo. Speriamo che la strigliata di Spalletti sia servita a pungerli sull’orgoglio, il futuro sarà esaustivo

  • Arturo

    I giocatori dell’Inter contro la Sampdoria hanno dimostrato di avere quantità e qualità. Bisogna schierarli in modo adeguato alle loro caratteristiche. Brozovic da centrocampista centrale ha fatto due ottime partite anche sotto il profilo qualitativo. Da trequartista era fuori ruolo. Semmai nelle ultime partite c’è stato un calo da parte di Borja Valero e soprattutto Vecino. Contro il Chievo e la Sampdoria abbiamo vinto 5-0 e sono due squadre che giocano con il 4-3-1-2. Abbiamo trovato più spazio sulle fasce. Rafinha sta entrando in condizione (se non lo eliminano fisicamente come hanno tentato di fare) e ha pure lui le sua “qualità” tecniche. La proprietà Suning non è poi così sprovveduta o disinteressata. Perisic ha ricominciato a segnare e non è tanto scarso nemmeno lui quanto a qualità tecniche. Contro il Genoa Spalletti ha impiegato più di un ora prima di cambiare, quando ormai il risultato era compromesso. Con il Benevento la squadra ha resistito senza subire gol prima dei cambiamenti necessari arrivati sempre dopo un’ora di gioco. Appena sono stati fatti abbiamo segnato due gol e non è stato un caso. Le qualità ci sono, si tratta di trovare le soluzioni giuste soprattutto contro squadre che si chiudono e presidiano le fasce sennò non arrivano rifornimenti ad Icardi che è un fortissimo centravanti d’area. Il problema di Icardi non è il campo, ma ad esempio l’autobiografia che gli hanno pubblicato senza correggerlo o il fatto che già dopo la partita i soliti giornali ricominciano a parlare di rinnovo del contratto infatti Sabatini ha precisato che le dichiarazioni sulle squadre interessate a lui Wanda Nara se le sarebbe potute risparmiare.

    • andrea1952

      Mi riservo la prognosi, dato che con la Samp le cose ai nerazzurri sono girate subito bene, goal fatto quasi subito, la Samp non ha fatto pressing asfissiante, certo hanno giocato bene, una squadra irriconoscibile rispetto alle ultime gare, ma aspettiamo ad affermare che è un’altra Inter