Isterismo laziale, e il VAR torna a essere bersaglio per chi vuole tornare al passato

admin 12 dicembre 2017 8 1.944 views
Isterismo laziale, e il VAR torna a essere bersaglio per chi vuole tornare al passato

Tutto sbagliato, tutto da rifare. Che l’introduzione del VAR sia stata presa molto male da certi soggetti/club è evidente, e lo si capisce dalla trasposizione del sentore di costoro sulle pagine dei giornali e nelle trasmissioni tv. Già agli inizi qualcuno storceva il naso additando scuse più varie, compresa la mancanza di romanticismo nell’esultanza postuma. Insomma, dagli albori del VAR si è cercato anche nei modi più subdoli di smontarlo, sminuirne il valore, denigrarlo. A questo si aggiungono i singoli episodi che hanno visto gli arbitri commettere errori anche con il supporto della tecnologia, pochi casi che hanno messo in ombra le ben più numerose circostanze in cui è stato fondamentale per evitare decisioni macroscopicamente errate. La campagna è in corso da mesi, con picchi di assolutismo come quanto accaduto ieri sera all’Olimpico, quando per due decisioni di Giacomelli mal digerite dalla Lazio è successo un putiferio. Nello specifico, l’arbitro ha giudicato involontario un fallo di mano di Iago Falque sullo 0-0 e, nel prosieguo, si è accertato con il VAR del gesto antisportivo di Immobile, che gli è costato l’espulsione. In pratica, mentre tutti in campo aspettavano il penalty, Giacomelli si è limitato a estrarre il cartellino rosso per l’attaccante biancoceleste, indirizzando inevitabilmente la gara poi vinta dal Torino. Nel post partita è successo di tutto: Inzaghi, alcuni giocatori e soprattutto Diaconale, capo ufficio stampa della Lazio, che parla addirittura di malafede nei confronti della sua squadra, con tanto di ipotesi, suggerita dai tifosi laziali, di abbandonare il campionato per protesta. Roba da non crederci, roba da anni bui in cui veramente il calcio veniva gestito da pochi in modo illecito. La Lazio ha ragione a protestare per la mancata concessione del rigore, ma non per l’espulsione di Immobile che pur non colpendo duramente Burdisso effettua il gesto e da regolamento basta anche quello per prendersi il rosso. Stop. Giacomelli non è un arbitro così affidabile (gli interisti ricorderanno gli scempi proprio contro il Torino e quel “voi dell’Inter dovete stare zitti”), ma da qui a ipotizzare un disegno contrario ai biancocelesti da parte del ‘sistema’ ce ne passa, eccome. Frasi come “Diamo fastidio” sono allucinanti. A chi? Chi può avere interesse a fischiare contro la Lazio? Perché un arbitro dovrebbe volontariamente sbagliare pur con il supporto del replay? Se un direttore di gara sbaglia lo fa perché anche di fronte alle immagini non è in grado di interpretare bene. Ma al di là della fobia biancoceleste, quello che più deprime è il modo in cui i giornali si sono accodati, sfruttando l’assist dall’Olimpico per sparare ancora addosso al VAR. Un’innovazione che evidentemente non conviene a tanti, anche a coloro che fino all’anno scorso si lamentavano di certi favoritismi sempre ai soliti club a discapito magari di se stessi. Meglio tornare al Medioevo? Davvero? La memoria evidentemente è troppo corta e neanche una soluzione tampone alla scarsa preparazione arbitrale riesce a soddisfare. Coincidenza che l’unica a non lamentarsi del VAR, lì davanti, sia stata l’Inter? Forse perché i nerazzurri oggi sono una società seria consapevole del vantaggio di una tecnologia del genere dopo anni di bastonate dalla classe arbitrale? Neanche dopo la partita dello Stadium, quando Benatia con una mano ha intercettato un tiro di Icardi in piena area di rigore, è stato sollevato alcun polverone. Sui giornali l’argomento è stato persino appena sfiorato, e chissà a parti invertite che titoli ci sarebbero stati sui giornali. Magari gli stessi di stamattina, dove spicca un ‘VARgogna’ del Corriere dello Sport utile solo ad aizzare la folla. Allucinante. Eppure sempre di fallo di mano si tratta, ma ognuno valuta a modo suo: gli arbitri come i media, sempre più indirizzati. Bypassando la reazione tragicomica della Lazio, la speranza è che la tecnologia continui a essere utile e che gli arbitri ne usufruiscano in modo corretto. Si può sbagliare anche con essa, capita, basta che i club non trascendano e accettino con serenità anche gli errori, per non alimentare polemiche insulse e inutili. Tornare indietro non si può, ma soprattutto non si deve.

  • gio

    No non sono d’accordo, qui da mettere sotto accusa è questa caricatura di arbitro, ma come si fa a difendere questo individuo che perfino con l’aiuto del VAR è riuscito a sbagliare ? pure in malafede secondo me, sono finti arbitri come questi che minano la credibilità del mezzo tecnologico non certo la Lazio.Questo personaggio dovrebbe frequentare gli stadi solo come spettatore pagante.Noi fino al recente passato siamo stati vittima di queste porcherie , nella partita contro la juve potevano tranquillamente espellerci un giocatore usando 2 gialli farlochi e indirizzare la partita in favore de ladroni d’italia. La potenza economica, e di conseguenza politica,del Sunning ha fatto che ciò non accadesse. Vi siete accorti che lo staff monocigliato ha un diverso approccio nei riguardi del mondo INTER (parlo del quadro dirigenziale non delle pustole infette di certi studi televisivi )sono molto più diplomatici e con il passare del tempo credo che questa sarà la tendenza ,mi scoccia ammetterlo ma se non c’era il Sunning dietro alla nostra beneamata non saremmo in vetta come ampiamente meritato ,quello che hanno fatto alla Lazio lo avrebbero già fatto anche con noi, più e più volte.
    AMALA

    • andrea1952

      il rigore c’era è certo. Ma c’era pure l’espulsione d’Immobile, ha dato una testata a Burdisso, cosa doveva fare di più per andare fuori? Invece subito a proteggerlo, a cercare scusanti, non era una testata, ma una spallata, è stato provocato e così via. La VAR è a discrezione dell’arbitro consultarla o meno, quindi è sempre l’arbitro che ha in mano la gara. La Lazio sbaglia a criticare la VAR per quanto detto sopra, cioè è sempre l’arbitro in campo che decide. Poi cosa avrebbe dovuto fare l’Inter le scorse stagioni?

      • gio

        Ciao Andrea sono i tifosi più che altro a contestare la VAR e questo è sbagliato,io non sono pro lazio.. . me ne può fregare di meno ,sono contro questo scarsissimo arbitro, prima del fallo di mano c’è stato un un’altro evidente fallo a vantaggio del torino , se veniva fischiato non scaturiva tutto il putiferio successivo..torno a ripetere che questo arbitro non vale nulla. Quando si dà il potere di decisione ad un scarsone del genere ho paura per la mia INTER e per la VAR.

        AMALA

        • andrea1952

          sono d’accordo, la VAR non c’entra niente, ribadisco, il pallino della conduzione disciplinare del gioco in campo lo ha sempre l’arbitro, se questo è scarso ai voglia di avere la VAR! Soprattutto, come penso avvenuto in questo caso, se il direttore di gara è talmente arrogante da non consultare nemmeno la VAR, non credo che il “varista” (perdonami il neologismo) non abbia segnalato tramite auricolare i falli avvenuti, ma se quello in campo è un decisionista non intenderà certamente ragione

  • andrea1952

    sono de Roma, abituati ad avere sempre un occhio di riguardo soprattutto dalle autorità politiche che hanno sempre influenzato quelle sportive. La VAR è come l’ABS per le auto, aiuta la frenata ma non può evitare un incidente. Per questo vogliamo abolire l’uso dell’ABS o di qualunque ausilio elettronico di aiuto alla guida sulle auto? Non credo si possa pensare questo. Lo stesso vale per la VAR, solo che le squadre che nel passato, fra cui la Lazio e la Roma, e soprattutto la rube regina dell’inciucio che ha fatto ladrate dalla sua fondazione, seguita dagli zozzoneri compagni di merende della rubentus. Per loro la VAR è come per il diavolo l’acqua santa, è più difficile corromper diverse persone ed un mezzo elettronico e se questo avviene è più facile scoprire la frode. La Lazio ha manifestato da tempo delle crepe nel suo gioco, ed è più facile far buriana che valutare i propri limiti. La Lazio lo scorso campionato fu agevolata molto dalla classe arbitrale, non sempre è festa

  • andrea1952

    Partita in coppa Italia con il Pordenone. La solita Inter sbruffona e svogliata, da superiori, un po’ sfortunata, del passato e le riserve non all’altezza dei titolari, volevano fare i Messi non giocando per la squadra, Karamoh ha sbagliato goal fatti, come Perisic. speriamo tutto dipenda dalla scarsa attitudine al gioco d’insieme dei rincalzi.

  • andrea1952

    “Vai a giocare con i Pokemon e non rompere il c…o ritardato che non sei altro“. Questo il commento di Sturaro rubentino rivolto in messaggio privato ad un tifoso del Napoli di 12 anni che aveva criticato la rube accusandola di aver rubato con il Napoli. Classico atteggiamento di un rubentino quando non hanno argomenti per controbattere gli argomentazioni critiche degli altri, passano alle offese personali. Lo fanno in privato ed in pubblico. Con questo credono di ovviare alla loro mancanza di acume celebrale nonché la loro mancanza di educazione. Altrimenti non potrebbero giocare nella rube se avessero un minimo di dignità se ne vergognerebbero

  • andrea1952

    “La proprietà ha ribadito però la politica dell’autofinanziamento a gennaio in attesa di fare conti più precisi nella seconda parte della stagione fra nuovi ricavi (sponsor), potenziali cessioni e l’eventuale possibilità di anticipare a bilancio una parte dei premi Champions. Bocciata, almeno per ora, l’idea di investire subito, valorizzare la rosa e poi affidare a Sabatini e Ausilio il compito di scatenarsi a livello di cessioni intelligenti prima di luglio”. (fonte Internew) La solita solfa della proprietà,(compreso il ritornello del FFP) la quale anche recentemente ha ripianato i debiti con le banche mettendo sul mercato obbligazioni, in pratica con un altro debito. Ora, intendiamoci, le cose vanno bene, la squadra gira, Spalletti ha aggiunto valore ai nerazzurri, quindi può sembrare delatorio scrivere simili frasi. Ma già con il Pordenone abbiamo visto quanto i rincalzi siano “deboli” rispetto ai titolari, quindi mi sembra un azzardo continuare una politica di mercato con il “braccino corto” come fatto fino ad ora. L’Inter ha al momento solo un top, Icardi e lo sta sfruttando al meglio, ma basterà? Poi ammettiamo che la beneamata si qualificasse per la CL, la proprietà crede di poterla affrontare con la rosa attuale? Con in panchina i vari Dalbert, Karamoh, Cancelo, Ranocchia, o altri? Spalletti è un ottimo allenatore, ma i miracoli li fanno altri, forse.