La Bella e la Bestia

admin 20 novembre 2017 1 1.167 views
La Bella e la Bestia

Un 2-0 contro l’Atalanta, senza soffrire nulla, con le contemporanee sconfitte di Juventus e Lazio è il risultato perfetto.
E’ stata bella l’Inter, poco da fare. Una vittoria di personalità e sicurezza che offre una sensazione di solidità e convinzione. E che, finalmente, riempie di contenuti il pareggio in casa contro il Torino che è stata certamente una chance persa ma che può forse essere derubrico a semplice incidente di percorso. Come il Napoli contro il Chievo o come il Sassuolo contro il Milan.
E’ stata bella l’Inter. Eppure, a dire il vero, l’inizio mi ha messo un po’ d’ansia. Quella vecchia buonadonna di Gasperini l’aveva pensata bene: Kurtic largo a sinistra -nella posizione di Gomez- per tenere basso D’Ambrosio, Gomez in uno vs uno costante contro Skriniar che, in teoria, avrebbe potuto soffrire il miss-match.
In parte, nei primi minuti, qualche bel calcio assestato al Papu è pure partito, ma -subito dopo- non essendo Skriniar un Murillo qualsiasi le cose si sono assestate e il Papu ha ballato da morire. Per i calci che lo facevano saltare per aria.
E’ stata bella l’Inter. Tanto che, in realtà, ieri, dei due centrali, il migliore è stato nientemeno che quel bell’addormentato di Miranda che, obiettivamente, non ha sbagliato nulla, neanche un respiro.
In mezzo solita legna, con un Gagliardini in grandissima crescita che ha cucito, bene, e tenuto la posizione, meglio. Pur con qualche sbavatura.
Ed arriviamo davanti. Icardi è diventato francamente una bestia inferocita. Cresce Maurito, fisicamente e mentalmente. Ma non solo. Perché che Icardi facesse valanghe di gol più o meno lo sapevamo già. Quello che aspettavamo è diventasse una bestia. Che potesse fare a sportellate bestiali con Palomino buttandolo giù diverse volte. Quello che aspettavamo è che venisse a giocare spalle alla porta bene esattamente come fa fronte alla porta. Ieri, è sceso incontro diverse volte con l’appoggio sul difensore, mantenendo la posizione, prendendo diversi falli e concedendo il corridoio a Perisic o a chi si fosse proposto. Una bestia.
Il lavoro su Icardi è soprattutto di Spalletti. Così come quello su Skriniar o Nagatomo o Santon. A questo punto, allora, ci aspettiamo il rilancio di Cancelo e Dalbert. Per essere completi ed avere a disposizione, lungo le fasce, praticamente la superiorità numerica sistematica. Che è quella che fa vincere le partite.
L’algoritmo è facile: l’Inter ed Icardi. La bella e la bestia. Daje!
#Amala.

Giancarlo De Cata


  • andrea1952

    tutto bene, con un solo neo, non dobbiamo accentrare tutto su Icardi. Perché il futuro nel calcio è più incerto che in altri luoghi, occorre un altro uomo che, qualora Icardi non sia informa o troppo marcato, possa segnare in sua vece. Perisic lo potrebbe fare ma anche lui è spesso discontinuo. Per il resto niente da dire, mi basta ascoltare il digrignare di denti, lo stridere delle unghie nel tentativo di arrampicarsi sugli specchi di tutti gli esperti di calcio, i commentatori, gli scribacchini e mezzo busto vari che si affannano ad osannare la rube, perché sono lì per questo, che cercano il pelo nell’uovo dei nerazzurri, perché altrimenti rischiano la poltrona. Per le mie orecchie, questi rumori sono graditi quanto una sinfonia di Mozart e se ascoltati nel loro insieme sono un’orchestrazione degna del miglior Tchaicoschi