La Festa della Repubblica il 3 giugno. E ancora si sorprendono. Illusi dai loro stessi lecchini

admin 4 giugno 2017 28 6.297 views
La Festa della Repubblica il 3 giugno. E ancora si sorprendono. Illusi dai loro stessi lecchini

La farsa è finalmente finita. Com’è giusto che fosse. Perché alla fine, al di là di tutto, si parla sempre di sport e la vittoria merita di andare a chi rispetta le sue regole senza trucchi, inganni, aiuti esterni. La Champions League sotto il cielo di Cardiff l’ha alzata Sergio Ramos, non Gigi Buffon. L’ha vinta il Real Madrid, e stavolta non c’è neanche la giustificazione del ‘testa alta’ perché il 4-1 finale non lascia spazio a ulteriori commenti. Nel secondo tempo gli spagnoli hanno letteralmente dominato, segnando tre gol e rischiando solo una volta nel finale di concederne un altro. Testa bassa e portare a casa, mentre la stragrande maggioranza degli appassionati di calcio italiani festeggiava la vittoria della coppa di una squadra spagnola. Normale che sia così? No, probabilmente i gufi sarebbero stati attori della filiera anche con altre squadre in finale, fa parte del gioco. Ma nessuna come la Juventus unisce i tifosi italiani nell’obiettivo comune: sperare che perda. Al punto di diventare ammiratori dell’avversario di turno. La Festa della Repubblica era stata il giorno prima, ma il 3 giugno l’Italia si è davvero unita contro quei colori. E invece di piagnucolare, di lamentarsi per l’atteggiamento ‘anti-italiano’, di biasimare chi festeggia una loro sconfitta, i cari tifosi juventini si chiedano perché ieri notte nel nostro paese si festeggiava con grande trasporto la Champions al Real Madrid.  Ma tanto non lo faranno, perché dall’alto del loro ego smisurato, alimentato quotidianamente dalle cazzate pubblicate sui giornali, dette in tv o scritte sui social, loro credono davvero di non avere rivali neanche in Europa, hanno pensato davvero che si sarebbero mangiati la squadra di Zidane e che nel nostro paese li avrebbero sostenuti. Poveri illusi, i saggi lo sanno: chi semina vento raccoglie tempesta. E loro seminano odio da anni, si sono volontariamente emarginati dalla massa, si sono autoelevati e eroi nazionali, invincibili, contro il resto d’Italia. E poi si chiedono perché nessuno tifa per loro in campo europeo. Veder crollare le loro convinzioni minuto dopo minuto durante la finale di Cardiff è stata l’apoteosi del concetto di Karma. Qualche esempio? Il miglior attaccante del mondo, pagato più di 90 milioni, è assente ingiustificato. Il loro futuro Pallone d’Oro, quello meglio di Messi, entra nel tabellino solo per un’ammonizione subita. Il maestro dei tuffi carpiati viene espulso per una plateale simulazione altrui. Quello che i media hanno sminuito giorno dopo giorno, privandolo virtualmente dello scettro di migliore al mondo, segna loro una doppietta. E a qualche chilometro di distanza c’è un giocatore francese che una settimana prima aveva vinto l’Europa League con un’altra maglia, dopo essere stato ceduto l’estate prima cum magno gaudio finanziario e certezza di vincere senza lui. Tanto materiale per Gabbani per scrivere un sequel di Occidentali’s karma. Hanno avuto quello che si meritavano, credevano che vincere a modo loro in Italia (e sappiamo tutti cosa vuol dire), farsi portare in trionfo da media lecchini, giornali di partito, tv controllate e tifosi mascherati da giornalisti sarebbe stato sufficiente per alzare la coppa. Il vero lavaggio del cervello alla fine lo hanno fatto a se stessi, perché il resto del pubblico ha mangiato la foglia subito. Questo castello mediatico costruito giorno dopo giorno ha solo illuso quei poveri tifosi che hanno talmente poco carattere da farsi influenzare pesantemente dal pifferaio magico. E oggi testa bassa e poca voglia di parlare o di frequentare i social, attraverso cui solitamente sputano veleno e attaccano ‘i perdenti’ fagocitati da operatori dell’informazione ai quali l’Ordine dovrebbe stracciare il tesserino. In mezzo a tutta questa fuffa, l’unica certezza è che per la settima volta hanno perso la finale di Champions e per un club per cui ‘vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta’ è un enorme bagno nel letame. Domanda: avranno imparato qualcosa stavolta? No, tranquilli, Basta pensare al loro presidente, atteso a breve in Tribunale per rispondere di rapporti con la ‘Ndrangheta, che dopo la partita ha rifilato frecciate agli ‘altri’ dicendo che “C’è chi sta peggio di noi”. No, carissimo: nessuno sta meglio come gli altri in questo momento, mettitelo in testa.


  • andrea1952

    bell’articolo, complimenti a chi l’ha scritto. Aggiungerei che i tifosi rubentini si dovrebbero pure chiedere il perché la rube, che in campionato gioca al novantesimo con la stessa intensità dei primi 5 minuti, e spesse volte segnando pure in zona cesarini, stavolta il secondo tempo è crollata come se fossero cotti. Come mai questa enorme differenza fra campionato e coppa? Non è la prima volta che succede è successo in quasi tutte le gare di CL, forse certi “aiutini farmacologici” come dichiarato dallo stesso allenatore del Real Zidane, in coppa non li possono usare? Forse ultimamente, dopo il loro doping farmacologico, quando vinsero la coppa contro l’Ajax nel periodo Moggi/Agricola in CL, certe analisi vengono fatte mentre in campionato no o se fatte contraffatte? Poi scusate la cattiveria ed il cinismo, a Torino in piazza San Carlo i tifosi rube hanno tentato di ripetere Heysel, che gli fruttò la coppa con un rigore concessogli per fallo a centro campo. Stessa dinamica, panico, folla che fugge, ringhiera, ad Heysel cedette un muro, che crolla e di conseguenza feriti, speriamo solo che non vi siano morti come in Belgio, anche perché mancherebbe Platini per fare il giro d’onore fra i feriti, come fece ad Heysel

  • andrea1952

    Amici, ma avete notato i volti dei commentatori di canile5? Mogi, sguardo basso, lingua penzoloni, la stessa che fino a pochi minuti prima gli serviva per slinguare il deretano degli ovini, sottofondo la marcia funebre di Chopin, intervallata dalla marcia funebre della terza sinfonia di Beethoven, che per loro era troppo allegra. Io invece avrei intonato l’ultimo movimento della “patetic” di Tchaikovsky, perché patetici erano appunto i loro commenti. Ho ascoltato solo la parte finale dopo aver assistito ad una rappresentazione a teatro di una commedia divertentissima del 1500 “gli ingannati” da cui Shakespeare prese spunto per la sua commedia “la dodicesima notte”, in cui recitava mio figlio, quindi non potevo mancare. Poi mi sono gustato in registrata la partita della rube. Sono già partiti a sirene spiegate i pompinieri (non è un refuso) mediatici, avete visto i voti dati ai giocatori bianconeri? Sembra che abbiano vinto loro. Le dichiarazioni di Radja Nainggolan sul dopo gara Juve sarebbero sufficienti perché il prossimo anno vestisse in nerazzurro, anche se la vedo dura. Comunque dai commenti sui post dei rubentini hanno colto il segno, reagiscono come se qualcuno agli avesse strusciato sul deretano un peperoncino habanera, una goduria

  • maigobbo

    cara onorata famiglia io sto godendo nel veder piangere la migliore squadra italiana di tutti i tempi, ma che dico italiana..europea anzi no mondiale…quella che…altro che l’inter del triplete questa rube è superiore con il portiere scommettitore più forte della galassia, con leonardo”testata” bonucci il “maradona” dybala, Giorgio “orango” chiellini e cicciobello higuain! Vuoi mettere con quei mentecatti di Julio Cesar, Maicon, Samuel, cambiasso e Deki stankovic, capitan saverio e milito che magari con l’atalanta non segnava 3 gol alla volta come cicciobello higuain, ma…quando la partita contava lui c’ era sempre. Che bello sentire tutti i prostituti incensare la squadra dell’onorata famiglia omettendo un particolare: che, stante il livello basso del campionato itagliota e con le solite furfanterie arbitrali, in itaglia vincono facile, ma in europa…i falli vengono sanzionati, le ammonizioni, giustamente, piovono sui picchiatori rubentini e addirittura il cascatore-provocatore per eccellenza viene espulso per simulazione dell’avversario: ma quando mai accadrà in itaglia?
    Comunque su di morale cari ladroni: tra un po’ il campionato-farsa ricomincerà e voi potrete picchiare, simulare, protestare e prendere a testate l’arbitro senza che nulla si muova e potremo tutti dire: bentornati in itaglia!

    • Vox

      E dove lo metti CR7 che in questa Rube sarebbe riserva (cit. Sconcerti)?!?

      • luis, carini villagrazia

        mi vien da ridere sulle dichiarazioni di sconcerto proprio sconcerto…. ah ah ah ah ah

        • Vox

          Ha poi affermato che la sua era una provocazione.
          Infatti, ha provocato un sacco di risate

    • Fabio Inter2010

      Infatti nell’ ultimo campionato appena concluso al tabellino delle espulsioni per la “vecchia baldracca” risulta un bello zero…..Ma guarda tu, ovviamente è solo una coincidenza…..siamo noi tifosi dell’ Inter che siamo sempre i soliti maliziosi e sospettosi…..

      • andrea1952

        un po’ meno nelle partite internazionali, o come mai, altra coincidenza? Forse le Maserati sono passate di moda, all’estero?

  • leggo.solo.tuttosport

    ZINEDINE ZIDANE, OVVERO DEL “RICHIAMO DELLA FORESTA” (MANCATO)

    Alle 20.45 di sabato 3 giugno, in concomitanza con il fischio di inizio del sig. Brych, la chiassosa grancassa mediatica che da oltre tre settimane festeggiava senza sosta, giorno e notte, l’imminente Triplete juventino, destinato a oscurare per l’eternità il Triplete interista del 2010, ha potuto finalmente rifiatare anche solo per un paio d’ore.
    Le solenni celebrazioni, iniziate al fischio finale della semifinale di ritorno Juventus-Monaco, sarebbero riprese in pompa magna e con rinnovato vigore intorno alle 22.30, non appena assolta la fastidiosa formalità della Finale (il cui svolgimento interessava al circo mediatico nè poco nè niente, tanto era scontato il suo esito) e ci avrebbero accompagnato festosamente per tutta l’estate sino al fischio d’inizio del Campionato 2017/18.

    Rimane da chiedersi da cosa nascesse la granitica certezza, da parte di società e squadra bianconera e delle compatte legioni dell’italica prostituzione intellettuale, accalcate come sardine sul carro del vincitore, che la Juventus avrebbe fatto un sol boccone del Real o, meglio, che il Real si sarebbe fatto battere dalla Juventus (primo quesito).
    Rimane da chiedersi, inoltre, come abbia potuto la squadra bianconera, dopo un egregio primo tempo, manifestare al rientro in campo un crollo psicologico apparentemente inspiegabile e consegnarsi agli avversari senza opporre alcuna resistenza, al punto che il povero Allegri, disorientato come le sue truppe, sostituiva un attaccante (Dybala) con un centrocampista (Lemina) al solo scopo di limitare il passivo (secondo quesito).
    Neanche prelevando d’urgenza da Finale Emilia l’arbitro Rizzoli e paracadutandolo sul Millennium Stadium, con accompagnamento coatto del buon Brych negli spogliatoi, si sarebbe ottenuto il miracolo.

    La risposta al primo quesito risiede, forse, in un nome e in un cognome: Zinedine Zidane, vecchia bandiera juventina sempre in contatto con la casa madre sabauda e connazionale dell’onestone Platini, primo sponsor europeo del Triplete bianconero.
    Il marsigliese, peraltro, secondo le aspettative, non sarebbe stato nuovo a incomprensibili gesti autolesionisti per il bene della causa, come l’ancora indecifrata testata a Materazzi, che porse agli Azzurri su un piatto d’argento il Mondiale 2006, la cui vittoria avrebbe dovuto giustificare il sospirato “colpo di spugna” sui fatti di Calciopoli secondo la singolare dichiarazione di mister Lippi al rientro da Berlino.

    La risposta al secondo quesito, a sua volta, sta forse nella frustrante constatazione – maturata minuto dopo minuto durante il primo tempo nella testa e nel cuore di tecnico e calciatori bianconeri, poi realizzata lucidamente durante l’intervallo – che nonostante le sirene Zidane non aveva risposto al “richiamo della foresta”.
    Per fare il Triplete occorreva inopinatamente giocarsi la partita, stavolta veramente FINO ALLA FINE e contro un avversario risoluto a fare sua la Dodicesima secondo la tradizione di un Club che non ha mai regalato niente a nessuno, per giunta rispettato e temuto dagli arbitri.

    SI CHIAMA REAL MADRID, NON SAMPDORIA, SASSUOLO, UDINESE, ATALANTA, LAZIO (della Finale di Coppa Italia), ECC. ECC. ECC.

    Le

  • Gian61

    E cosi la stagione juventina si è conclusa con il Settimo Sigillo!Hanno raggiunto l’ obiettivo sbagliato,diventare la Leggenda INTERNAZIONALE in negativo.È innegabile il FALLIMENTO di quest’anno, i numeri non mentono, i soldi spesi per rinforzare la squadra togliendo un giocatore di punta a ciascuna delle squadre che erano arrivate subito alle loro spalle ha portato alla “vittoria” in Campionato e Coppa Italia (uso le virgolette perché sappiamo come sono arrivate) con più difficoltà di quanto fosse capitato negli anni precedenti, lo testimoniano i punti di distacco ed il modo in cui hanno raggiunto la finale di Coppa Italia, ma è innegabile che il loro obiettivo fosse fare il TRIPLETE, quello che è davvero diventato la loro OSSESSIONE da quando la Nostra INTER l’ha conseguito nel 2010. L’essere arrivati a Cardiff convinti di potercela fare sull’onda delle leccate di giornalisti e media compiacenti, e non vederli riuscire in tale impresa se è per noi motivo di MAX ALLEGRIa per loro è la certificazione indiscutibile di una stagione fallimentare.

  • luis, carini villagrazia

    dice il portiere rube che le proprietà straniere sono “la sconfitta” del nostro calcio, ma il PSG e Chelsea hanno dimostrato il contrario, mentre la sua società si dice che si sia messa nelle mani della ‘ndragheta per vendere i biglietti e per mantenere l’ordine, in merito alla finale persa gli daranno la coppa del nonno per le paratone che ha eseguito….. ah ah ah ah ah

  • andrea1952

    torniamo a noi, lasciamo gli illusi bianconeri nel loro brodo (sono elegante altrimenti avrei adoperato un altro vocabolo) Mi preoccupa la lentezza delle decisioni della ns. dirigenza, guardate ad esempio l’ingaggio dell’allenatore Spalletti, doveva essere ufficializzato in questa settimana invece prima va in Cina, poi al ritorno altre riunioni, poi la prossima settimana, forse, la presentazione. Non è che questo influisca molto, ma è la cartina al tornasole della situazione dei nerazzurri. Durante il mercato si ha bisogno di decisioni veloci e sicure, senza tentennamenti, invece anche questo anno siamo alle solite. Si potrebbe prendere quello, ma prima vendere Perisic, no Perisic deve restare. Si ma per il FFP si deve vendere, ma abbiamo si o no 150 milioni. Insomma più decisioni, sicure, veloci e possibilmente giuste

  • andrea1952

    E’ morto Sarti, grande portiere della grande Inter di HH, portiere quasi insuperabile, salvo la papera che regalò lo scudetto alla rube, quasi come il famoso 5 maggio. Lo ricordo con affetto perché il suo nome è parte della mia adolescenza, e faceva parte della grande formazione Sarti, Burgnich, Facchetti, Guarnieri, Picchi…. una poesia che a quel tempo tutti conoscevano a memoria. Grande portiere e grande uomo, se ne è andato in silenzio, quel silenzio che amava anche quando giocava in nerazzurro, pur avendo vinto molti trofei, difficilmente lo trovavi sulle cronache, soprattutto mondane. Ciao grande

  • Fabio Inter2010

    Complimenti per l’ articolo, condivido tutto al 100%! Per i gobbi giuventini e i loro lecchini prostituti intellettuali non e stata solo una sconfitta sul campo ma una disfatta bella e propria. In questa champions i gobbi nel girone di qualificazione hanno giocato contro Siviglia, Lione e Dinamo Zagabria e dagli ottavi in poi contro Porto, Barcellona (l’ unica squadra forte affrontata in questo cammino prima di arrivare in finale) Monaco e in finale contro il grande Real Madrid a mio modesto parere una squadra di marziani. I cari prostituti intellettuali invece andassero a rivedere con quali avversari l’Inter vinse la champions del 2010 e tutto quel cammino che porto’ a quel meravigioso trionfo……Invece tutta la scorsa settimana gia’ avevano addirittura detto e scritto che il triplete della giuve sarebbe stato meglio di quello dell’ Inter…..branco di lecchini, buffoni e pagliacci ma soprattutto persone senza dignita’! Dura la vita per i gobbi quando gli avversari non si scansano e soprattutto quando non puoi avere l’aiutino magico dei vari Valeri,Doveri,Mazzoleni e compagnia cantante…..

    PS : Il giorno dopo la disfatta della giuve ma perche’ il direttore di ruttosporc non ha fatto lo stesso titolo che fece l’anno scorso dopo la partita di ritorno di coppa italia inter-rube(3-0) con vittoria di cu.. ai rigori da parte dei gobbi? Il titolo provocatorio era “Piu’ bello cosi” e prendeva pure in giro milioni di tifosi nerazzurri e il giorno seguente se ne usci con “Adesso non e piu’ calciopoli, ma godopoli”. Questi titoli sarebbero stati perfetti adesso caro direttore di ruttosporc……. D’altronde come dicono tre proverbi “ride bene chi ride ultimo” “la vendetta è un piatto che va servito freddo” e “aspetta seduto sulla riva del fiume, prima o poi passera’ il cadavere del tuo nemico” sighhhhh………… Un saluto a tutti i tifosi nerazzurri del blog! Amala!

    • maigobbo

      Ci ho pensato io ahahah: sono andato sul sito di tuttosporc e c’era un penoso articolo di guido vaciago; mi sono iscritto con il nick superchiello e ho scritto: “come era quel vostro elegante titolo di qualche anno fa….chiamatela godopoli beh per godere stiamo godendo!

      • Fabio Inter2010

        Hai fatto benissimo maigobbo! Per quanto riguarda Vaciago non mi sorprendo piu’…….e visto che ho amici romani, da quelle parti questi che scrivono su ruttosporc li chiamano “cazzari”…..

      • andrea1952

        ti conviene non leggere le risposte, perché i tifosi rubentini, quando non sanno cosa rispondere, vale a dire sempre, scrivono solo insulti, o frasi senza senso o scontate oppure frasi dette dalla società mega inquisita, imparate a memoria

    • andrea1952

      no, ruttoporc, il giorno dopo se ne è uscito dicendo “questa non è la Juve, la Juve vera è questa” elencando le vittorie in campionato. Come se una donna racchia ma con bei capelli omettesse di mostrare le tette cadenti, il volto ributtante, il sedere flaccido ed il ventre sporgente, questa è la vecchia baldracca, ma i prostimedia la dipingono come Marylin, vedendo solo i capelli. Poi qualcuno all’estero gli tira giù i veli che la coprono facendo vedere le sue ributtanti forme, ma i nostri lecchini con la penna, continuano ad esaltarne i capelli

      • Fabio Inter2010

        D’altronde Andrea stiamo parlando di ruttosporc…..e parliamo di livelli di prostituzione intellettuale altissima, che quelle che battono sul marciapiede praticamente gli fanno un baffo……

  • andrea1952

    Allegri fermato dai vigili urbani di Torino perché alla guida dell’auto sprovvisto di patente ed al telefonino avrebbe insultato gli agenti definendoli “falliti” denunciato. Così fanno un unico viaggio in Procura assieme al monociglio per i fatti della ‘ndrangheta, tutto risparmio. Ma mi domando Allegri non ha il vivavoce o il Bluetooth? Ah, già dimenticavo. con le schede svizzere non funziona. Poi per i dirigenti giuBentini è un vizio, prima di calciopoli don Luciano girava in auto per Torino con tanto di sirena e lampeggianti non avendone diritto. L’arroganza d’Allegri è doppia, prima di tutto perché rubentino e l’altra perché ricco con tanto di macchinone e che si ritiene in diritto di far quello che vuole impunemente

  • Achille Formenti

    Sentite questo arrogantello da quattro soldi come si comporta quando qualcuno prende allegramente e senza insultare la Juventus. Loro possono permettersi di insultare, dare agli altri del demente, offendersi al contrario de qualcuno si permette di fare quattro risate.
    https://www.youtube.com/watch?v=i6LRjc4uJrA

  • andrea1952

    semifinale Inter Roma primavera, bella gara dei nerazzurri soprattutto primo tempo, anche se il goal è arrivato nei primi minuti del secondo. Ma quello che ho notato maggiormente è l’arbitraggio tutto a favore dei giallorossi, ai quali è stato permesso gioco deciso, per non dire duro, mentre ai nostri appena facevano un entrata decisa, che fosse sul pallone o di spalla era punizione a favore Roma, soprattutto se il giocatore capitolino era nelle vicinanze dell’area nerazzurra. Per finire con un tempo di recupero spropositato per le interruzioni di gioco avvenute durante la gara. Insomma, anche a livello giovanile la musica è la stessa della squadra maggiore. Una nota anche per i commentatori, che chiaramente parteggiavano per a Roma, la magggichina, sottolineando solo le rare occasioni in cui la magggica è stata pericolosa e cercando di sminuire quelle più numerose e pericolose dell’Inter. Domanda forse le riprese ed i commentatori di Rai Sport erano di una troupe della capitale?

  • andrea1952

    non hanno ancora scoperto cosa ha scatenato il disastro di piazza San Carlo a Torino. Gli inquirenti, forse non conoscono i rubentini, sono un gregge, e come tale si comportano, basta vedano una forma che a assomiglia ad un pericolo l’istinto del gregge salta fuori e se difronte a loro hanno un burrone basta che vi caschi uno e gli altri gli vanno dietro. Per niente il loto “capo” sono agnelli. Come gregge credono a quello che dice il capo branco, anche chiamato becco, (e secondo la stampa gossip, scandalistica, sembra proprio esserlo) che sono la migliore squadra in Europa, che Dybala è il “pallone d’Oro” meglio di Messi. Poi c’è il “pastore” (il cugino, chiamato El-kane) che guida, appunto, i cani da pastore (alias, pennivendoli, mezzobusto, moviolisti ed intenditori di calcio vari) che hanno il compito di tenere unito il branco, ma questa volta non è bastato, pur essendo dentro gli stazzi, chiamati anche piazza San Carlo, nel loro ovile, Torino

  • andrea1952

    “Questa mattina è scattato l’obbligo di dimora per l’ex calciatore della Juventus e della nazionale Antonello Cuccureddu” (fonte La Repubblica ndr) Le origini e le vecchie abitudini affiorano sempre. La scuola bianconera è l’università dell’imbroglio, dell’inciucio. Dismessa la casacca da ergastolano, ha mantenuto il suo spirito incriminato per una gestione di strutture sportive a Sassari, si è mantenuto nell’ambito dello sport adoperando metodi moggeschi cioè corruzione e imbrogli

  • leggo.solo.tuttosport

    1° GIUGNO 1967: OPERAZIONE MANTOVA.
    IL PREMIO A VINCERE, LA “PAPERA” DI SARTI E CARLO VOLPI “CARNEADE” A PESO D’ORO.

    Mi riferisco al commento di Andrea 1952 sulla scomparsa di Sarti.
    Non me ne vogliano la redazione e i valenti frequentatori di questo sito, ma a distanza di mezzo secolo da quell’infausto pomeriggio una serie incontrovertibile di dati di fatto univoci e concordanti, alcuni inquietanti, localizzati nel lunghissimo lasso di tempo, dimostra PURTROPPO che quella di Sarti NON fu una “papera”, al di là di ogni ragionevole dubbio.

    1) SOLO DUE FOTO IN B/N
    La sera di quel 1° giugno andò in onda un’edizione speciale della Domenica Sportiva, che aprì ovviamente coi riflessi filmati di Mantova-Inter.
    Quelle immagini, ormai da molti anni, non sarebbero più disponibili nell’archivio RAI (perchè?) e si dispone solo di alcune foto in bianco e nero, scattate da dietro la porta.
    La principale ritrae Sarti nel goffo tentativo di abbrancare il pallone SENZA tuttavia stringere le mani a mo’ di tenaglia.
    Tale evidenza è del tutto INCOMPATIBILE con la tesi difensiva sempre sostenuta dal portiere, che a suo dire intendeva deviare verso Facchetti il lento e innocuo tiro-cross di Di Giacomo con la punta delle dieci dita, a mo’ di pallavolista, per riavviare rapidamente l’azione.
    Una seconda foto, scattata dopo il “gol”, mostra Sarti intento platealmente a prendere a testate il palo alla sua destra, con una ostentazione eccessiva e sproporzionata che rasenta la teatralità.
    Peraltro, non era ancora il momento di sfasciarsi la testa: c’era da giocare quasi tutto il secondo tempo e la Juventus era ancora bloccata sullo 0-0 da una coriacea Lazio che si giocava la salvezza.
    Dall’altro lato della foto, un esterrefatto Facchetti, accorso sul “luogo del delitto”, sembra apostrofare severamente il portiere ANZICHE’ CONSOLARLO: il che avvalora ulteriormente l’INVEROSIMIGLIANZA della presunta “papera”.
    Le immagini televisive, anche con l’ausilio delle più moderne tecniche di elaborazione e risoluzione, scioglierebbero facilmente ogni interrogativo sulle due foto, ma come detto non sono più disponibili.

    2) 1968/69: SI AVVERA LA PROFEZIA
    Dopo un anno dal “fattaccio” (estate 1968) l’Inter concesse a Sarti la “lista gratuita”: il portiere si accasò subito alla Juventus dove rimase per la stagione successiva a fare la riserva di Anzolin, con una macroscopica ANOMALIA per chi è destinato a scaldare la panchina.
    I bianconeri, infatti, riconobbero all’ex interista un lauto ingaggio, che sarebbe stato pari se non superiore a quello del titolare e, comunque, del tutto incongruo per un ultratrentacinquenne sul viale del tramonto.
    L’estate successiva Sarti appese le scarpe al chiodo, entrando in un sempre più malinconico anonimato (lo cercò solo un club toscano di Serie C), da cui è uscito dopo dopo 48 anni in occasione della sua scomparsa.
    Si avverò così la profezia di Emilio Violanti, della Gazzetta dello Sport, subito dopo i fatti di Mantova: “Vedrete che finirà alla Juventus, ci starà un paio d’anni, poi sparirà dal giro del grande calcio”.

    3) LA RIMOZIONE DELLO SCUDETTO 1967
    Eccettuati gli anni immediatamente successivi, l’insperato scudetto 1967 – conquistato ai danni di quella che era considerata in Europa LA SQUADRA PIU’ FORTE DEL MONDO – è MISTERIOSAMENTE scomparso dalle celebrazioni juventine.
    Tale dato di fatto risulta ancor più inspiegabile (apparentemente) ove si consideri il trattamento diametralmente opposto riservato, soprattutto dopo “Calciopoli”, allo scudetto 2002, conquistato in circostanze e con modalità molto simili (“sotto banco”, come direbbe Buffon).
    Si temeva forse che celebrazioni e sfottò, reiterati negli anni, potessero sollecitare nella coscienza di Sarti un pericoloso, seppur tardivo, ravvedimento ?
    E’ appena il caso di ricordare che, se l’illecito sportivo sarebbe irrimediabilmente prescritto, il Consiglio Federale, di fronte ad una confessione inoppugnabile, avrebbe avuto il potere di revocare lo scudetto 1967 ed assegnarlo all’Inter seconda classificata.
    Se sul versante juventino è stato rimosso dalla memoria lo scudetto 1967, sul fronte interista, di fatto, è stato rimosso il calciatore Sarti.
    L’ex portiere è l’UNICO fra i componenti dell’Inter herreriana che, nei decenni successivi, sotto ben tre presidenze (Fraizzoli, Pellegrini e Moratti), in linea con la profezia di Violanti, non sia mai stato chiamato a collaborare in qualche modo con la società o la squadra in veste di dirigente, allenatore, osservatore, consulente, talent-scout, “ambasciatore”…

    4) SOLO LA FIORENTINA AI FUNERALI
    Alle esequie di Giuliano Sarti, Inter e Juventus hanno brillato per la loro assenza, in stridente contrasto con la Fiorentina di ieri e di oggi, presente in forze con ex calciatori di varie epoche, bandiere e gagliardetti.
    Mentre la Juventus ha proseguito coerentemente nella sua opera di rimozione, evitando finanche, senza apparente motivazione, di ricordare che Sarti aveva comunque indossato la maglia bianconera, l’Inter si è segnalata solo per una sciarpa nerazzurra sulla bara e la presenza, a titolo personale, di Bolchi e Corso, unico fra i compagni dell’Inter herreriana.

    5) L’ “OGGETTO MISTERIOSO” CARLO VOLPI, PROFESSIONE MEDIANO
    “Dulcis in fundo”.
    Per quella gara tutti i mantovani avevano accettato un premio a vincere, tranne l’ex nerazzurro Di Giacomo, che per ironia della sorte segnò l’involontario gol della vittoria.
    Di lì a poco, nel mercato estivo ’67, la Juventus acquistò dal Mantova il “carneade” Carlo Volpi per una cifra assolutamente sproporzionata al valore di un oscuro mediano (i 30 denari per pagare il premio a vincere?).
    Nel Campionato 1967-68 l’ “oggetto misterioso” disputò solo 5 partite e nell’estate 1968, in concomitanza con l’approdo di Sarti in bianconero, fu dirottato sotto costo al Brescia, dove rientrò in un completo anonimato.
    Si compì in tal modo l’ “operazione Mantova”.

    • maigobbo

      Ne parlavo con altri interisti che mi davano la notizia del “povero” Sarti che era venuto a mancare: ora, per l’amor del cielo, i morti meritano rispetto, però non si può cancellare quella macchia che resterà indelebile nella sua storia così come le sue grandi parate. D’altra parte se tu vai in un letamaio e difficile uscirne immacolato: l’unica sarebbe starci ben ben lontano per evitare che qualche schizzo di quegli infami lordi la tua reputazione.

    • andrea1952

      Si sapevo che qualche cosa di strano c’era stato, sai ero un ragazzino. Pensa che a quel tempo c’era molto più attaccamento alla maglia, pensa ai giorni nostri, che la maglia conta ben poco, come è facile per i pigiamati, corrompere, vincere sotto banco, non con un giocatore, ma con intere squadre, infatti quante sono le squadre, così dette minori, per ammissione dello stesso Buffon che si “scansano” forse hanno applicato il metodo “bianco Sarti” ad una intera squadra

  • andrea1952

    Perisic si Perisic no, incontri in Cina, girandola di nomi sul mercato Inter, Medel via, forse, Bernardeschi Berardi a cifre spropositate. Intanto il BBilan si è già mosso, la rube ha preso Sxhic, giocatore che a l’Inter poteva far comodo. Ma noi abbiamo Spalletti, Sabatini e tante, tante riunioni. Speriamo che dopo tanto fumo ci sia anche dell’arrosto, il mercato è ancora lunghissimo, speriamo di non arrivare al ritiro senza nessun obiettivo, per poi ripiegare su un qualsiasi nome pompandolo come se fosse un campione, vedasi Barbosa, Joao Mario, ecc. strapagati ma per ora grandi promesse. A proposito Gabigol resta o va via, chissà chi lo sa?