La mancanza di rispetto oltre le (giuste) critiche

admin 24 ottobre 2016 14 1.900 views
La mancanza di rispetto oltre le (giuste) critiche

Vero, è un momentaccio. Sei sconfitte in 12 partite sono un ruolino di marcia da far impallidire per una squadra che ha iniziato con ben altre ambizioni e ha una rosa potenzialmente da vertice. Ovvio che il dito venga puntato anche sull’allenatore, Frank de Boer, che oltre a non riuscire a trovare risultati sta perdendo punti anche sul piano del gioco. Ed è altrettanto ovvio che quotidianamente si parli di un suo esonero, fa parte del gioco e il sistema mediatico italiano è affamato di queste precarietà. In particolare quando di mezzo c’è l’Inter. De Boer a rischio, dunque, ma questo non significa che gli si debba mancare di rispetto. Ultimamente è successo già troppe volte (si pensi a Caressa che lo scherza per il suo italiano stentato invece di apprezzarne lo sforzo per venire incontro anche ai giornalisti come lui), stamattina l’ultimo esempio è della Gazzetta dello Sport: “De Burrone”, per sottolineare come l’allenatore olandese sia sull’orlo del precipizio professionale. Dopo il Corriere dello Sport qualche settimana fa (“De Burro”), la speranza era che questa antipatica storpiatura del nome non si ripetesse. Invece rieccola, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Una totale mancanza di rispetto nei confronti di un professionista serio, che di fronte a cotante difficoltà, lavorando per una società senza capo e abbandonato al suo destino, ha sempre mantenuto il massimo rispetto per tutti, giornalisti compresi, rispondendo con onestà a ogni domanda senza mai lasciarsi andare a repliche pepate anche a fronte di chiare provocazioni. Un uomo che, pur faticando nel suo incarico, ha sempre lavorato con onestà senza pensare esclusivamente a salvare il suo posto di lavoro, dando lezioni di educazione a tanti che popolano questo circo. Educazione che non ha ricevuto indietro. Probabilmente dovrà andarsene perché i risultati parlano chiaro, ma lo farà senza sbattere la porta, con il massimo rispetto per chi comunque gli ha dato questa opportunità di insegnare calcio, o almeno tentare di farlo. Ma in Italia questo non è possibile.

  • andrea1952

    dopo Mou, (attualmente in crisi pure lui) Benitez, Gasperini, Leonado, Ranieri, Mancini, Mazzarri, Stramaccioni ed ora De Boer. Cosa significa questo? Che il marcio non è solo nell’allenatore, ma soprattutto nella società che non aveva polso con i giocatori al tempo di Moratti ed ora senza Moratti non c’è neppure la società, anzi purtroppo c’è un irresponsabile circondato da irresponsabili che del calcio non capiscono nemmeno quello della Play Station. Perché in fondo, chi ha scelto Frank per la guida della squadra? Chi non ha acquistato i giocatori chiesti da Mancini? Chi è il riferimento per allenatore e giocatori nella società? A mio avviso Mancini se ne è andato perché aveva capito questo andazzo oltre al fatto dell’ostilità di ET, che già da tempo vedeva (nessuno sa perché) De Boer sulla panchina Inter e vedeva in Mancini l’uomo che gli faceva ombra, essendo diventato un factotum alla Mourinho. Tutto questo i giocatori lo percepiscono, e se ne approfittano, a riprova di questo, lo spirito con cui affrontano gli incontri, salvo quelli di cartello, dove la visibilità è maggiore, le altre partite sono giocate con superficialità, svogliatamente con spocchia da campioni senza esserlo. del resto chi li può prendere per un orecchio e richiamarli al dovere? Chi ha l’autorità sufficiente per poterlo fare in società? Il male sta proprio qui, puoi cambiare tutti gli allenatori che vuoi, puoi scegliere i migliori, ma se questi sono gettati allo sbaraglio, difficilmente reggeranno il peso di un’intera squadra come quella dell’Inter. Poi se l’allenatore non riesce neppure a comunicare con i giocatori, od è talmente caparbio di volere che sia la squadra ad adattarsi al suo gioco, l’esito è scontato. Ad esempio Frank ha giocato con il 4 3 3 contro l’atalanta, non ha ancora capito che con questo modulo la squadra è più vulnerabile del solito? Ci provò persino Mou, per poi cambiare quasi subito, c’ha provato Gasperini con i medesimi risultati. Frank non ha dato spiegazioni del non impiego di Barbosa, non crederà mica che i tifosi credano che non lo ha fatto per non bruciare il giocatore? Forse è un’altra manifestazione della sua caparbietà

  • ORP1964

    La famosa centrifuga nerazzurra “funziona” che è una meraviglia: peccato soltanto che i nostri panni sporchi si lavino sempre e solo in pubblico (vedi anche la recente querelle tra la Curva Nord e Icardi) e che le lavandaie di altre case – peggio se sedicenti operatori dell’informazione – siano sempre propense ad approcciare al bucato altrui usando indifferentemente tastiera, bocca o sapone non certo di Marsiglia. Anche se non richiesto ….

  • Gian61

    Di allenatori e giocatori, dopo il Triplete, ne abbiamo visti passare a decine ma sono proprio pochi quelli che hanno lasciato un buon ricordo, sarà anche colpa della Società? In parte sì ovviamente. La stampa e i media chiedono la testa dello Zio Frankie, possiamo dargli torto visti i risultati ? No. Il problema ora starebbe nella scelta del suo sostituto in quanto il tempo per raddrizzare la situazione c’è e mi rifiuto di credere che i nostri giocatori siano pari se non inferiori a quelli delle squadre che ci hanno portato via punti al Meazza o nei loro stadi. Si fanno diversi nomi di allenatori Italiani : Capello, Guidolin, Reja, Pioli e Mandorlini. La mia simpatia andrebbe a Mandorlini in quanto CUORE INTERISTA ma non penso abbia l’esperienza necessaria, non vorrei mai vedere l’antipatico Capello sulla nostra panchina così come Guidolin, la scelta potrebbe limitarsi quindi tra Reja e Pioli, due allenatori che potrebbero fare i traghettatori se davvero il prossimo anno anno dovesse arrivare Simeone. Sia Reja che Pioli hanno dimostrato di essere in grado di prendere le redini di una squadra in difficoltà e farla giocare a calcio in un modo più decente di quanto non abbiamo visto da Gasperini in poi, ma se la Società non sarà completamente dalla loro parte tanto vale continuare con lo Zio Frankie. In ultimo : quei titoli non sarebbero mai venuti fuori se lui fosse l’allenatore della seconda squadra di Milano o della squadra più perdente nei tribunali.

  • andrea1952

    tre giornate di squalifica a Medel, con prova televisiva. Il gesto c’è stato, resta da stabilire il motivo e la forza, ne prendo nota e voglio vedere la medesima solerzia da parte del giudice sportivo nell’applicare la prova televisiva per ora adoperata ad uso e consumo solo contro l’Inter, in altri episodi con protagonisti altri giocatori. Da masochista quale sono mi sono messo a rivedere la partita con l’Atalanta, non avrà nessun significato, riguardo alla prestazione della beneamata, ma, nel recupero del secondo tempo c’era un rigore su Icardi, spintonato con le mani da un atalantino mentre stava per colpire di testa in anticipo sul portiere, commutato dall’arbitro in una punizione a favore dell’Atalanta per fallo sul portiere, quest’ultimo fuori dall’area di porta, quindi non tutelato ma da considerare un comune giocatore, e quindi su di lui non era stato commesso nessun fallo. Leggo anche che la decisione su Frank De Boer sarà presa dopo l’incontro con il Toro. Altro errore, in quanto demotivi e svaluti l’allenatore di quella poca autorevolezza che gli era rimasta, soprattutto difronte ai giocatori, legando le sue sorti future ad un incontro che se anche vinto (cosa che dubito avvenga) non cambia la posizione di Frank. Se invece l’intenzione dello spogliatoio fosse quella di farlo fuori dai un motivo in più per non giocare e perdere l’incontro. Se ne azzeccassero una, dico una sola!

  • Achille Formenti

    Ho parecchi anni sulle spalle, se ne avessi una trentina di meno me ne andrei schifato da questo paese e che vadano tutti alla malora, l’articolo è ancora leggero sulle nefandezze etico morali oltre che reali di una nazione alla mercè di mercanti, urlatori, intrallazzatori, opportunisti, opinionisti e compagnia cantante. Nel caso di De Boeur e dell’Inter ognuno di è sentito libero di sparlare a vanvera offendendo persone che meritano rispetto, ognuno con il dito alzato a sparare fesserie propinandole come verità assolute (quando al contrario sono amenità e nulla più) Thoir ha salvato l’Inter dal fallimento dopo che Moratti (oggi santo) se ne era andato di notte lasciando il conto da pagare ed inoltre ha trovato per l’Inter un partner commerciale serio, affidabile e con i soldi, ci sarebbe da fargli un monumento solo per questo e invece fango a palate, Bolingbroke sta pilotando la nave fuori dal guado rispettando i programmi e per tutta risposta riceve solo accuse di ogni tipo, la società Inter oggi non perde più cento milioni all’anno, sono stati liquidate 70 persone che magnavano a sbafo e la struttura non ne risente, ma forse il problema è proprio questo, tante persone che pigliavano la grana senza fare nulla, si lamentano del bel tempo passato e vorrebbero reintegrare un modus operandi che gli faceva comodo. Tutti a parlare bene di Moratti e ci credo, accontentava tutti.

    • andrea1952

      A quanto riesco a capire, presuppongo che siamo coetanei o quasi. Ha fatto un quadro dell’Inter solo a livello economico finanziario, che posso condividere anche se forse si è dimenticato di dire che il sig. Thohir, non ha risanato i nerazzurri con capitali propri ma ipotecando quello che poteva ipotecare della società ed al momento della cessione ha incassato gli “interessi” da sommare forse a quelli riscossi, e poi, dice lui, reinvestiti nella società, derivanti dai prestiti fatti da ET. Certo i debiti vengono dalla gestione Moratti, anche lui non certo un intenditore tecnico di calcio ed ha condotto l’Inter da tifoso ed nel periodo con egemonia di Moggi e compagnia, il che ha la sua notevole importanza dato che calciopoli non è durata due anni come sancito dalla FIGC, minimo ha “guidato” il calcio per 10 anni, proprio quelli della gestione Moratti. Purtroppo oltre alla gestione economica esiste pure quella sportiva e qui le cose non è che brillino. In quanto alle funzioni e manager “riscalda poltrone” se guarda su internet l’organigramma Inter lo vede pieno di doppie funzioni ed manager che non si capisce che funzione svolgono, magari con nomi in inglese e la maggior parte manager da scrivania e maghi della finanza, dirigenti di calcio quasi assenti.

      • Achille Formenti

        Il sig. Moratti è uscito dall’Inter lasciando una società che perdeva oltre 100 milioni all’anno, indebitata per 300 milioni, una nave completamente allo sbando, dopo aver sperperato un miliardo di euro fra soldi propri e indebitamento lasciato, una gestione cervellotica, infarcita di cambi tecnici senza senso, acquisti di giocatori in serie, bidoni strapagati, gente lautamente stipendiata per non fare nulla; persone sono state interdette per molto meno.
        Quando con l’acqua alla gola, con il fiato delle banche sul collo è stato costretto a cedere l’Inter, l’ha di fatto ceduta all’unico che si è presentato, l’ha ceduta inoltre per un piatto di lenticchie, infatti ha chiesto che venisse sottoscritto l’aumento di capitale necessario di 40 milioni e che gli venissero rese le garanzie fidejussorie con le banche che qualora fossero state escosse, lo avrebbero portato alla rovina.
        Thoir ha fiutato l’affare, ha pagato 40 milioni per l’aumento di capitale, ha fatto un finanziamento con Goldman Sachs lasciando in garanzia l’Inter stessa e in questo modo ha restituito le garanzie a Moratti, un’operazione all’apparenza semplice (in realtà non facile) ma se tutto era così semplice perchè nessun altro si è fatto avanti? L’Inter era probabilmente destinata al fallimento e forse qualcuno sperava di raccoglierla in qualche stanza di tribunale.
        Che Thoir abbia agito principalmente per convenienza non vi è dubbio, ma è altrettanto vero che si è comunque comportato correttamente, sostenendo la società e oggi portandoci un gruppo solido che possiamo sperare ci porterà soddisfazioni.
        Moratti incapace di starcene fuori e con la smania di protagonismo, dopo essere uscito non ha potuto esimersi di continuare a fare danni, infatti ci ha propinato la polpetta avvelenata Mancini, altro inutile tourbillon di giocatori, Podolski, Shakiri, Montoya presi e scaricati nello spazio di una giornata, Kondogbia pagato un mucchio di soldi e quest’estate quando qualcuno ha cercato di dargli una registrata e farlo rientrare nei ranghi, il signor Mancini non ha trovato di meglio da fare che indignarsi, mettere il muso e andarsene (con buonuscita).
        La strada di una gestione economicamente virtuosa, è il pilastro fondamentale su cui si reggono le sorti di una società, senza quella non c’è futuro, non si può prevedere nessun sviluppo sportivo, l’Inter sta faticosamente risalendo la china da questo punto di vista e già questo mi basta per condividere l’operato della dirigenza attuale, per l’area tecnica ad oggi ci sono Ausilio e Gardini oltre al consulente Kia che malgrado sia inviso a tutti, ci ha portato Joao Mario che mi sembra buono, a differenza di chi ha voluto Kondogbia e voleva a tutti i costi Jaia Toure. Si può fare di meglio come sempre, mi sembra però che siamo sulla buona strada e cerchiamo di guardare avanti senza imboccare strade che nel passato hanno portato effetti nefasti.

        • ORP1964

          Condivido gran parte della sua analisi specie quando puntualizza che la salute di una società calcistica si misura prima di tutto dalla sua “salubrità” economica e solo in subordine dalla sua efficiacia tecnica. Ma proprio su quest’ultimo punto non mi trovo d’accordo, a prescindere dalle cosiddette “mattane” di Mancini, verso il quale mi sembra che lei abbia il dente un po’ troppo avvelenato. Una società seria non cambia il tecnico a 15 giorni dall’avvio della stagione, sopprattutto a fronte del rischio – in caso di malparata di risultati poi puntualmente verificatasi (ma stiamo, forse, “guarendo”: giocassimo sempre contro squadre piemontesi …..) – di esporlo al fango ed al sarcasmo gratuito di tanti stercatori professionisti.

          • Achille Formenti

            L’Inter mi sembra di capire non avesse nessuna intenzione di cambiare Mancini, altrimenti lo avrebbe fatto a fine stagione scorsa, l’obiettivo era di proseguire e così si spiegano l’arrivo del vice Gregucci e di Candreva, la situazione è degenerata e la società si è trovata con le spalle al muro, forse c’è stato un errore di valutazione su questo sono d’accordo ma la responsabilità principale è del. sig. Mancini che se voleva godersi i soldi presi prendendosi una vacanza, (scelta legittima ci mancherebbe) lo poteva anche dire subito.

  • andrea1952

    Tanto per non parlare sempre della beneamata, Vista la partita Genova BBilan. Due rigori, od ad essere anti rossoneri uno e mezzo non dati al BBilan. Poi l’espulsione diretta, mi è sembrata eccessiva. Poi ho guardato la classifica (non guardando la posizione dell’Inter) ed ho capito tutto. Se stasera il BBilan avesse vinto avrebbe superato la rube, non sia mai, a chiunque si avvicina la contraerea degli uomini vestiti da evidenziatori entrano in azione. Non potendolo fare, perché sarebbero troppo evidenti, negli scontri diretti, lo fanno successivamente. E’ accaduto all’Inter di Stramaccioni, alla Roma più di una volta, al Napoli, chiunque si avvicini al sorpasso della rube viene sistematicamente impallinato, fino a che non ritorna a distanza di sicurezza della vecchia baldracca. In BBilan rube è stato annullato un goal ritenuto buono alla rube (amici, devo essermi perso qualcosa sulle nuove regole del fuori gioco. Bonucci parte in fuorigioco, va sul pallone, cerca di colpirlo, non lo colpisce e la palla entra in porta, ma il fuorigioco non è passivo se un giocatore si disinteressa del pallone? Ma se questo alza la gamba per colpire la palla, la sua posizione non è attiva? Chiedo lumi) E’ bastato un accenno di malcontento da parte di marmotta che gli “evidenziatori” si sono subito messi in riga ed hanno ristabilito le distanze. Tornando ai nerazzurri confermate le tre giornate a Medel, non avevo dubbi, aspetto solo al varco Tosel se applica lo stesso metro in situazioni analoghe che si verificheranno nel futuro

    • Gian61

      Nonostante si sia conclusa a favore della FIGC la questione risarcimento danni, gli juventini continuano a dettare legge a dispetto di quanti avessero ipotizzato, io per primo, un trattamento meno servile nei loro confronti. In queste ultime ore un giornalista, Ziliani, avanza il sospetto che la società pluricondannata non sarà oggetto di deferimento per falso in bilancio in quanto la Procura sarà ben occupata a leggere il libro di Icardi…… Tra l’altro Gabbiadini è stato squalificato per due giornate e guarda caso Sabato ci sarà lo scontro diretto a Torino : come diceva quel tale ? A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca !!!

    • ORP1964

      Perdonami Andrea, ma devo darti una mesta notizia, anzi 2: la prima è che Gian Paolo Tosel – dallo scorso 1° settembre – non è più il giudice sportivo per la Serie A. Al suo posto, in base ad una serie di candidature proposte dal presidente Tavecchio e ratificate dalla cosiddetta FIGC, è stato nominato tal Gerardo Mastrandrea, ex presidente della CAF (Corte d’appello federale), mica un cugino dell’attore romano Valerio. Ne avevo sentito parlare e mi sono pertanto documentato. Un ringiovanimento di ben 23 anni visto che l’ex Pm udinese se ne va in pensione a 75 e chi gli subentra è, invece, un mio coetaneo (che non frega niente a nessuno). La seconda novella è che tutte le decisioni prese dopo quello 0-3 a tavolino di Sassuolo-Pescara sono pertanto già da ascrivere al magistrato subentrante. Se ne deve quindi dedurre ulteriormente che il modus operandi non sia purtroppo cambiato, visto che il rigoroso accanimento terapeutico ai danni dei nerazzurri non conosce soste, né pause di riflessione. Anzi, per l’eventuale ravvedimento bisognerà attendere almeno 10 anni: tanto è durato in carica il giudice Tosel. Anche se la sua attività sanzionatoria è parsa a molti più opaca che lucida, nonostante si sia articolata lungo, appunto, 2 lustri….. Dai, si fa per scherzare, “Giampa”: è un innocente gioco di parole. Mica saresti capace di menare solo per questo, anche se sei stato in giovinezza cintura nera di judo.
      Infatti non ti chiami Gigliola, solo Gian Paolo. Pure il cognome è differente: fa Tosel, mica Cinquetti: “Non ho l’età, non ho l’età per….” (Sanremo 1964, proprio l’anno di nascita del tuo delfino. Vedi che allora tutto torna).

  • Fabio Inter2010

    Oggi dopo la sconfitta di ieri sera del bbilan dalla gazzetta dello sport mi aspettavo un titolo magari come quello fatto per l’ Inter tipo: “Super Genoa: Juric schianta il Milan” ci stava dopo una sconfitta per 3 a 0 visto che e stato fatto per l’ Inter sconfitta 2 a 1 a Bergamo anche se ha fatto una brutta partita…..oppure un altro titolo poteva essere ” Disfatta Milan” o anche “Milan che figura dopo la vittoria sulla Juve” niente di tutto questo ovviamente….e molto piu’ facile colpire l’ Inter e loro da bravi prostituti intellettuali non si smentiscono mai….Per carita’ noi siamo messi veramente male e questa sera con il Torino la vedo nera, pero’ non ho letto dei titoli riguardo il bbilan che ha vinto molte volte con fortuna, come contro la Samp dove prima dell’ errore decisivo del difensore blucerchiato e poi gol di Bacca ai blucerchiati avevano annullato un gol regolare, o contro il Chievo con due errori di Cacciatore e Dainelli dove poi sono nati i 2 gol del bbilan, o la rapina che hanno fatto al Sassuolo del simpaticone Squinzi, per finire con la vittoria sui gobbi dove il gol della giuve era regolare (incredibile e successo pure ai gobbi che gli hanno fregato una partita!!). Ovviamente il bbilan con queste vittorie si ritrova con 6-7 punti in piu’ in classifica giocando pure male pero’ riceve solo elogi dalla stampa sportiva italiana ( stampa??). Lo scorso anno invece quando l’ Inter vinceva sempre 1 a 0 ed era prima in classifica invece i prostituti intellettuali criticavano e sparavano a zero perche’ dicevano che l’ Inter giocava un calcio brutto ed era solo fortunata….ecco questa e la differenza di come viene trattata l’ Inter a differenza del bbilan e anche di altre squadre in Italia…..La societa’ Inter dovrebbe farsi ripettare molto di piu’ da questi signori che scrivono sui giornali sportivi italiani….Per quanto riguarda lo zio Frankie non ce dubbio che ha fatto molti errori ed e stato lasciato solo al suo destino come sembra, pero’ l’ allenatore olandese si e dimostrato un signore con questi prostituti intellettuali che lo hanno attaccato e continuano a prenderlo in giro fino ad oggi, e a tutta la mia stima! Visto che ho dei dubbi che lo zio Frankie rimarra’ allenatore dell’ Inter, auguro a lui ogni bene per la sua carriera professionale e invece dico ai nostri giocatori che sono pagati fior di quattrini di darsi una bella svegliata in campo e soprattuto finire ogni partita avendo dato tutto in campo, poi per carita’ si puo’ anche perdere pero’ non si possono vedere come in queste ultime partite i giocatori dell’ Inter che in campo sono fermi, non corrono e sembrano pure svogliati! Amala!!!

  • andrea1952

    l’Inter con il Toro ha vinto, ha subito un goal come al solito su bischerata fra Ansaldi ed il solito Murillo, poi Handa disoccupato. Detto questo io rimango della mia idea, sulla squadra, sulla società e sull’allenatore. Sulla squadra perché, pur vedendo stasera, un maggior impegno, un po’ più di pressing, ma anche stasera si è visto l’erroraccio in difesa, con relativo goal, la difesa che traballa troppo spesso, le fasce, ed i terzini hanno mostrato i soliti limiti. La Società, al momento non si muove per darsi una struttura chiara e solida, ad esempio decidendo sull’allenatore e dare un assetto societario. L’allenatore che al momento non ha a mio avviso, ancora capito la squadra che ha in mano, ne che formazione tipo dare alla squadra, stasera ha momentaneamente sospeso il 4-3-3 ed un certo miglioramento si è visto. Ha “usufruito” della mancanza di Medel come centrocampista ed anche questo ha giovato. Ma non convince la spiegazione del non utilizzo di Barbosa come sarebbe a dire che “Il suo tempo arriverà sicuramente, ma siamo in un momento difficile e lui non è abituato a giocare a questi ritmi. Sta lavorando e si sta allenando bene, è solo questione di tempo.” Non è abituato a questi ritmi? Forse intendeva i ritmi a rallentatore della sua Inter? C’è qualcosa fra lui ed il giocatore o fra il giocatore e la società mi sembra chiaro. Comunque prendiamoci i 3 punti che, ad essere sincero non speravo arrivassero e se saranno rose, magari appassite, fioriranno. Stasera hanno messo nel vaso dell’Inter dell’acqua fresca e qualche fiore ha rialzato leggermente la testa, speriamo che rinverdisca ulterirmente