La stampa italiana dà il benvenuto a Spalletti (a modo suo). Brutto quando non filtrano notizie, eh?

admin 13 giugno 2017 18 3.131 views
La stampa italiana dà il benvenuto a Spalletti (a modo suo). Brutto quando non filtrano notizie, eh?

Benvenuto, Luciano Spalletti. L’Inter ha un nuovo allenatore da qualche giorno e dopo un po’ di riflessione la stampa italiana lo ha salutato a modo suo, quasi coalizzandosi. Basta leggere le notizie di oggi per capire quanto i nostri tre quotidiani sportivi abbiano già chiarito quale atteggiamento terranno nei suoi confronti. Partiamo dalla Gazzetta dello Sport, che il 13 giugno confronta il mercato del Milan con quello nerazzurro, chiedendosi ‘E l’Inter che fa?’. Il 13 giugno, eh. Quando tutti sanno che prima di luglio, per esigenze di FFP, la Beneamata non può annunciare alcun colpo in entrata mentre per lo stesso motivo i rossoneri devono completare tutto entro il 30 giugno. Ma sono dettagli, come privarsi di una felice polemica? Passiamo al Corriere dello Sport, che sottolineando la preferenza di Zhang nei confronti di Antonio Conte (acclarata), evidenzia come l’arrivo dell’allenatore del Chelsea sia stato solo posticipato, indebolendo così ulteriormente la posizione di Spalletti. E come se non bastasse, il capolavoro: ‘Incubo Capello agita Spalletti”. Perché l’arrivo di Don fabio allo Jiangsu Suning viene visto come ombra addosso all’attuale tecnico dell’Inter, pronto a essere rimpiazzato in caso di mancanza di risultati. Chi ben comincia… Infine, poteva mai mancare all’appello Tuttosport? L’Inter non ha ancora annunciato nessun colpo in entrata, e già la fanzine della Juventus punta il dito contro: “Italiani? Macché, solo affari esteri”. Una gradevole stoccata contro le strategie di mercato nerazzurre, che evidentemente da quando è arrivato Walter Sabatini non prevedono più ipervalutazioni di calciatori italiani. Perché ok avere soldi, ma non per questo si deve cedere ai ricatti di chi vuole spillartene più di quanto dovrebbe. Ormai comunque la questione è sempre la solita, poco importa se nella rosa dell’Inter la presenza italiana sia comunque aumentata e finora il Milan abbia annunciato solo colpi stranieri. Che tutta questa collaborazione non nasca dal fatto che i cari giornalisti non abbiano più alcuna notizia sul mercato dell’Inter? Brutto senza gli spifferi riempire le pagine del giorno dopo, eh?


  • Fabio Inter2010

    Ed eccoli partiti gia’ alla carica i prostituti intellettuali, d’ altronde cosa vuoi aspettarti da questi “cari giornalisti”(???)……Io invece mi auguro che la societa’ Inter a livello mediatico si faccia piu’ rispettare e quando ci vuole alzi piu’ la voce contro questi “lecchini” da quattro soldi…..vedrete che prima di scrivere caz…..ci penseranno non una ma cento volte!!! Spero veramente che la societa’ Inter faccia questo passo, e quando qualcuno scrive caz…..lo si metta alla porta e non si faccia piu’ entrare alla pinetina durante le conferenze stampa, oppure si toglie l’ accredito per assistere alla partita a san siro…..vedrete come questi prostituti intellettuali cominceranno finalmente a rispettare la nostra societa’!! Amala!!

  • leggo.solo.tuttosport

    DA MAO TSE-TUNG ALL’EDITORE AMODEI: MARCIARE DIVISI PER COLPIRE UNITI

    Capello e Spalletti non hanno ancora cominciato a lavorare per le loro due nuove squadre, ma la macchina della disinformazione (e del fango) si è già messa in moto.
    MARCIARE DIVISI PER COLPIRE UNITI: il celebre pensiero di Mao Tse-tung è stato fatto proprio dall’editore Amodei, proprietario del Corriere dello Sport e di Tuttosport, che si sono da un anno scambiati il direttore, l’ineffabile Paolo De Paola.
    (Ma a Roma i tifosi romanisti sanno di tale concentrazione delle “testate” ? Non scomodiamo le “teste” …).
    Quando il quotidiano torinese – ma non torinista – tira il fiato (deve ancora riprendersi dalla lezione di Cardiff, dove “andarono per suonare e furono suonati”), è la volta del confratello romano sparare la “fake new”, come quella di Capello che, appena arrivato a Nanchino, sarebbe pronto a prendere il primo volo per Milano e raggiungere d’urgenza Appiano Gentile.
    Intanto a Milanello, anche se l’UEFA non ha approvato il “gentlemen agreement” per evitare la sanzione, “tutto va ben Signora la Marchesa”.

  • andrea1952

    Mussolini, oltre ai mezzi poco democratici adoperati,per andare al potere seppe adoperare i media di quel tempo, radio , stampa e cinema. Poi una volta al governo li gestì attraverso il Ministero Cultura Popolare (min.cul.pop.) Nel calcio, e non solo, sta avvenendo la solita cosa. Una famiglia, gli ovini, che gestisce direttamente od indirettamente i media italiani, con i quali fa credere ai propri tifosi, più gregge degli agnelli, quello che vuole, ed allora la rube diviene sui media da essi guidati, la squadra imbattibile, l’armata insuperabile, la difesa insormontabile ecc. I giocatori che la compongono sono i futuri palloni d’oro, campioni da poter cedere da 100 milioni in su, come sbandierato per la cessione di Pogba, per poi scoprire che 1/3 di quella cifra è andata al procuratore e che la FIFA ha multato la rube per cessione irregolare, notizia snobbata dai giornali sportivi, come sottaciuto che lo stesso giocatore al Manchester ha fatto un mezzo flop. Questo sistema viene adoperato per leccare il culo alla rube e per maggiorare il valore dei suoi giocatori. Salvo poi una volta varcati i patri confini, sgonfiarsi sistematicamente. Viceversa gli stessi media vengono adoperati dalla casa reale belante, per gettare zizzania, sminuire, interferire, destabilizzare, le squadre avversarie, in primis l’Inter. Questi se hanno notizie sui nerazzurri, sempre beninteso denigratorie, bene, altrimenti le inventano di sana pianta, tanto chi vuoi che li quereli o li sputtani, l’Inter, come società ha sempre taciuto trincerandosi dietro una signorilità che sarebbe bene d’ora in avanti finisse

  • andrea1952

    bocciata la bomba BBilan dei futuri ricavi degli zozzoneri dalla UEFA, notizia subito minimizzata dai prosti-media, vi figurate se lo avessero fatto all’Inter? I dirigenti BBilan hanno seguito l’esempio di Mediaset con Premium nei confronti di Vivendi hanno cercato di confezionare il “pacco” sparando alto con ricavi solo inferiori al Manchester. Però è l’Inter che non marcia bene, loro, il BBilan, possono comprare, mentre l’Inter deve rispettare il FFP solo l’Inter ovviamente.

  • ORP1964

    PERISIC E LO “ZECCHINO D’ORO”: INDEBOLIRSI PER POI, COME PROMESSO, RINFORZARSI….

    Che razza di strategia rivoluzionaria di mercato sarebbe mai questa dei cinesi di Suning! Indebolirsi per poi, come promesso, rinforzarsi? Più che di estrazione “maoista”, sembrerebbe casomai un modus operandi per sacrificare sull’altare (pagàno) dell’UEFA, denominato FFP, le tante aspettative di rivalsa di tifosi ed appassionati. A cui dovrebbero, però, fare subito seguito corposi e mirati investimenti. Ma che c’entrerebbe Perisic con quel famoso concorso canoro per bambini? E’ presto detto: il numero sulla maglia del croato ancora nerazzurro (44) mi ha fatto tornare con la mente fino ai gusti canori di una ormai lontana infanzia che – come immagino per tanti nostalgici – “Lo Zecchino d’oro” di allora pareva poter soddisfare. Chi non ricorda, infatti, quel “mitico” motivetto dei “44 gatti, in fila per sei col resto di 2, ecc.” che ora – con un audace volo pindarico – sembra invece configurare la variabile economica di una sfinente (qualora del tutto veritiera) trattativa di calciomercato? L’unica differenza è che ad essere in ballo non sarebbe certo il numero di quelle bestiole, bensì gli zecchini d’oro (leggansi milioni di €) da dover aggiungere sul piatto per appagare del tutto le supposte aspettative nerazzurre. Fino a raggiungere, appunto, quei sedicenti 50-55 milioni richiesti, altro che la miseria offerta dai signori di Manchester: né 30, né 35 e nemmeno 44. Milioni di pounds o €uro che siano, capito Mourinho?!
    Resta, però, il dubbio del perché l’Inter dovrebbe privarsi proprio di un cosiddetto top-player, pur al di là degli inequivocabili gesti di commiato già profusi dal giocatore croato al termine di Inter-Udinese, ultima di campionato. Nel senso che, fatte salve le eventuali ambizioni professionali o, meglio, di portafoglio di Perisic (si racconta addirittura della proposta di un ingaggio inglese doppio rispetto a quello nerazzurro), la cessione dell’ala croata costituirebbe un “classico” suicidio tecnico nerazzurro, come non fossero bastati certi precedenti ancora sanguinosi come i casi – solo per citare i più clamorosi – di Roberto Carlos e Pirlo (già datati) o quello di Coutinho (molto più recente). Che senso avrebbe, pertanto, paventare la cessione al miglior offerente (Man. Utd o PSG?) di un esterno offensivo “7 polmoni e 11 gol in stagione” come Perisic? Ma che, sono matti quelli di Suning, nonostante Sabatini o, forse, proprio “a causa” dell’arrivo di “Mister plusvalenza”?
    E poi a leggere, non meno di un mese fa, che Ausilio avrebbe fatto un “porta a porta” dei maggiori club europei tra Londra, Parigi e Madrid appositamente per cercare di sbolognare il croato ha fatto venire, comunque, l’orticaria. Peggio, la nausea. Da che mondo è mondo, sarebbero i compratori interessati che muovono il culo per acquistare i giocatori forti come Perisic. Ma siccome di mezzo ci sono espressamente i nerazzurri, i soliti prostituti intellettuali devono per forza (tentare di) farci credere che da noi avvenga sempre il contrario. Da cui si arguisce, come ha ben argomentato il collega del blog “fintamente tuttosportista”, che la macchina del fango e della disinformazione si sono già messe in moto. Anzi, per meglio dire: non si sono mai arrestate, che parrebbe già participio (sia passato che presente) più consono agli excursus professionali di certi tastieristi “compromessi” di quelle redazioni. Basterebbe un cognome su tutti: quello di Damascelli, per gli amici Tony. I suoi…..

    • Matteo Carnevale

      Perisic ha deciso comunque di voler provare una nuova avventura.che vada pure.
      Ne troveremo altri anche piu forti,l’importante è venderlo bene!

      • andrea1952

        venderlo bene? Ma se Perisic serve per far cassa per adempiere agli obblighi del FFP ed il tutto entro il 30 giugno data in cui l’Inter deve presentare i conti al FFP, come fai a venderlo bene, chiaramente gli acquirenti lo sanno e ti prendono per il collo, obbligandoti a svendere. La cazzata del ladro rubentino, le roy, colpisce anche a distanza

    • andrea1952

      Le precedenti gestioni societarie dell’Inter perlomeno avevano la delicatezza di avvisare i tifosi che prima bisognava vendere poi acquistare. Questi invece fanno lo stesso o forse peggio ma affermano il contrario, investiremo 150 milioni, faremo dell’Inter un grande club e via discorrendo. Poi invece tirano fuori il vecchio fedele FFP per annunciare che prima bisogna trovare i soldi e quindi privarci di Perisic. e tutto entro il 30 giugno, vale a dire l’Inter annuncia che farà i “saldi di fine stagione” così infilano il collo direttamente nel cappio da soli. Ma però già dal primo luglio partiranno i fuochi d’artificio, peccato che per quella data, ammesso che abbiano davvero l’intenzione d’investire, i pezzi migliori abbordabili dai nerazzurri hanno già preso il volo verso altri lidi. Poi qualcuno mi spiega come coesistono Sabatini ed Ausilio chi prende le decisioni dei due? Poi una volta presa la decisione devono andare in Cina per avere l’autorizzazione da Suning, il quale ci deve pensare, poi avallare la decisione o negarla, intanto passa una, due settimane o più ed il designato se ha maggiori offerte saluta i due e va da altri. Credo che anche quest’anno sarà dura

      • maigobbo

        dopo aver preso incu… a raffica neanche fossi la cicciolina dei bei tempi, sono anche io cauto nel cantare lodi a prescindere: in questo caso però, mi sono autoimposto di giudicare alla fine anche perchè la new entry Sabatini è una vecchia volpe notoriamente molto brava a depistare i prostituti di regime…per cui calma e gesso. In quanto alla parte meno nobile del Naviglio c’è da dire che hanno acquistato tal Musacchio che, penso di non sbagliarmi, non mi pare Franco Baresi, Kessiè strapagato perchè giovane ed ora pare che così giovane non sia, Rodriguez che per fortuna non è venuto da noi perchè onestamente non credo valga molto di più di D’Ambrosio, l’attaccante Andrè Silva che (Bacca docet) dovrà pagare lo scotto del cambio di campionato (volete mettere le difese italiane con quelle portoghesi?) ed in più hanno fatto una figura da dilettanti allo sbaraglio con Giuda Donnarumma.
        Per cui sto affilando i coltelli contro la nostra società, ma per adesso li tengo nel fodero

    • leggo.solo.tuttosport

      LA “BOLLA MEDIATICA”

      Dall’avvento di Berlusconi e dalla Santa Alleanza con la Juventus moggiana, il calcio italiano, passo dopo passo, è stato irrimediabilmente assorbito in una colossale BOLLA MEDIATICA , che come la Regina della saga di Alien partorisce in quantita’ industriali “FAKE NEWS” – o “POST NOTIZIE” secondo la recente definizione data a livello piu’ generale dal Dizionario di Cambridge – in base a precise strategie di deformazione e mistificazione della realta’, in cui l’evento sportivo e’ relegato a fastidioso intermezzo del “calcio parlato” e del “gossip” sulla vita privata di calciatori e allenatori delle squadre avversarie di JuveMilan
      (I calciatori e allenatori di costei, invece, sono notoriamente tutti “casa e chiesa” o “casa e moschea”).
      Una trista “macchina da guerra”, composta dai tre quotidiani sportivi con l’appendice del Guerin Sportivo, dalla cosiddetta “grande stampa” (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, etc.), dalle reti Mediaset, da buona parte della galassia delle TV private, dagli innumerevoli siti specializzati prevalentemente “spazzatura” e da RAISPORT IN VESTE DI
      RUOTA DI SCORTA, somministrano senza sosta a milioni di utenti dei “media” le “fake news” o “post notizie” create a tavolino al solo scopo di destabilizzare il “nemico” (Inter, Roma, Napoli, etc).
      Nel vastissimo uditorio, solo i meno giovani, ormai, posseggono gli anticorpi per discernere il (poco) vero dal (tantissimo) falso.
      Le piu’ esposte e indifese sono le fasce piu’ giovani, che seguono il calcio a partire dalla seconda meta’ degli Anni Novanta e sono prive dei basilari filtri per valutare l’attendibilita’ delle informazioni propalate dai “media” non solo nel campo calcistico.
      Non a caso, fra tali fasce e’ molto elevata l’aliquota di coloro che tifano indifferentemente Juventus e Milan (come si evince dai “post” sui quotidiani sportivi e sui siti “spazzatura”). Il che, peraltro, altera le rilevazioni sulla distribuzione del tifo in Italia, giacche’ ognuno di questi singolari “tifosi” e’ computato per due, essendo attribuito a entrambe le squadre.

      I servizi “giornalistici” sul mercato interista e, in particolare, sulla ventilata cessione di Perisic sono la migliore dimostrazione di come la “bolla mediatica” fabbrichi e veicoli le “fake news” – “post notizie”:
      – La distanza fra domanda e offerta (circa euro 20 mln.) e’ abissale, eppure la cessione Perisic al ManU e’ vicina, anzi vicinissima;
      – DA ALMENO UN MESE (secondo la Gazzetta ed il suo vate Laudisa) l’offerta del club britannico per euro 52 mln. E’ IN PREPARAZIONE, ma misteriosamente ancora non e’ pervenuta;
      – E’ comunque certo che, se non andra’ al ManU, Perisic sara’ ceduto al PSG, la cui offerta, secondo il Vate, e’ anch’essa “in preparazione”;
      – L’Inter vende Perisic per “fare cassa”;
      – La presunta cassa (euro 35 mln.) dovrebbe realizzare la plusvalenza chiesta dall’UEFA in nome del FPF (euro 30 mln.) e finanziare
      l’acquisto di alcuni “rifiuti eccellenti” di grandi club europei (Lucas, J. Rodriguez, etc.) valutati dai 45 ai 50 milioni cadauno, per non parlare dei doppioni Berardi e Bernardeschi, di Di Maria, di mezza Roma e compagnia cantante.
      E appena il caso di rilevare che in base alla matematica euclidea, evidentemente ignota alla “bolla mediatica”, con 35 mln. non se ne possono coprire almeno 80, senza considerare le notevolissime differenze di ingaggio lordo fra il croato e i “rifiuti eccellenti” da vestire di nerazzurro.
      Ma la “bolla mediatica” vive in un mondo di fiaba, dove ad esempio una nota Casa automobilistica non e’ stata mai finanziata dallo Stato ed il Milan, a differenza dell’Inter, per tradizione “sa gestire i campioni”, come dimostrano inequivocabilmente i casi di Balotelli e Donnarumma.

      • ORP1964

        Che dire!? Hai redatto un saggio a dir poco sopraffino sul deformato panorama mediatico pallonaro (ma non solo) che non consente replica alcuna, se non solo conferme.
        Infatti, quanto alle cosiddette post-notizie o fake news che dir si voglia, proprio stamattina mi ha fatto letteralmente scompisciare dalle risate un passaggio di un articolo tratto dall’involucro rosa che così argomentava a proposito delle supposte mire interiste per Matuidi del PSG: “Giusto un sondaggio da parte nerazzurra per un giocatore che quasi sicuramente lascerà Parigi dopo una stagione in cui con il nuovo tecnico Unai Emery non ha avuto lo spazio che sperava”.
        Ebbene, quanto allo spazio fruito, è vero giusto il contrario: Matuidi ha giocato di più nell’ultima stagione di Ligue 1 col nuovo allenatore che non, ad esempio, nel precedente biennio con Blanc in panchina (per la precisione, nel solo campionato francese il minutaggio 2016-17 del centrale è stato pari a 2.413′, quello 2015-16 a 2.063, infine quello 2014-15 pari a 2.187 minuti – fonte Transfermarkt).
        I cosiddetti operatori della (dis)informazione sono così sprovveduti (eufemismo!) che, per supportare “al meglio” le loro dotte ricostruzioni giornalistiche, non si sono affatto curati che quella banale sottolineatura sull’impiego stagionale di Matuidi potesse essere facilmente ed autonomamente verificata (e smentita) dal lettore dotato di un minimo sindacale di diffidenza e di sana prevenzione, nonché a conoscenza di siti statistici affidabili…. Pazienza quindi per le trattative di calciomercato nelle quali noi “comuni mortali” , non potremmo mai competere con l’erudizione e la cognizione di causa degli “addetti” in fatto di (supposti) ingaggi e valutazioni dei giocatori…..

        Chiudo con un appunto a sfondo fortemente ironico (sono certo che non equivocherai): solo un “indefesso” lettore di Tuttosport poteva argomentare con tanta sagacia sui “media spazzatura” del panorama nostrano. Tempo fa avevo infatti coniato un (apprezzato) monogramma per quell’ “organo di stampa” torinese: “jjj”, alias j****tus junk journal, il giornale spazzatura dei “gobbi”. Giusto l’unico Triplete (ma di sole lettere…) di cui possono fregiarsi dalle parti di Vinovo…..

      • andrea1952

        non posso dare più di una preferenza ma se potessi sarebbero molte di più. E’ un quadro perfetto della situazione della prostituzione mediatica italiana e del perché l’Inter viene descritta come un’armata Brancaleone più di quello che in realtà è. Purtroppo questo avviene in ogni settore del vivere italiano. Loro influenzano le opinioni dei tifosi, possono far lievitare o screditare il valore di un giocatore e determinare il mercato di una società di calcio, nascondere le nefandezze di alcune squadre od inventarne a carico degli avversari. Passare sotto silenzio le indagini o le condanne della rube. Tipo le indagini delle infiltrazioni della ‘ndrangheta nella tifoseria rube, quella sul loro falso in bilancio, le irregolarità sulla cessione di Pogba ed il falso introito dei famigerati 105 milioni. Sul suicidio del capo dei drughi. Le trattative per Cheità dirette con il procuratore del calciatore, senza che la Lazio fosse avvisata del fatto. Fino al buio completo sui fatti di piazza San Carlo dell’evento della finale di CL organizzato dalla rube e finito come tutti sappiamo. Ci immaginiamo se gli stessi tragici fatti fossero avvenuti in piazza Duomo a Milano organizzati dai nerazzurri? Sarebbero stati titoloni di J’accuse contro l’Inter e la loro disorganizzazione, invece tutto tace salvo il R.I.P. sacrosanto per la vittima, i sevi mediatici non si vergognano nemmeno difronte alla morte

  • maigobbo

    ecco sta succedendo quello che tutti noi andavamo dicendo in altri post: spalletti è un bravo allenatore, ma se lasciato solo dalla società diventerà preda degli sciacalli…ed eccoli pronti ad azzannarlo subito con articoli demenziali, tanto quanto demente è stato colui o coloro che hanno dato il patentino di giornalista a questi ectoplasmi i quali, alla faccia di qualsiasi regola di deontologia professionale, inventano titoli assurdi e denigranti. Mi aspetterei un intervento duro della società che faccia capire che l’aria è cambiata: speriamo, ma questo silenzio non mi piace.

    • andrea1952

      il campionato è finito, la CL ed EL pure, allora qualche cazzata la devono scrivere, non potendolo fare sulla rube, sul BBilan compagni di merende della vecchia baldracca, resta l’Inter su cui poter aprire il fuoco a volontà, non avendo essa nessun potere nell’editoria e nella stanza di bottoni del calcio ed allora con questo sistema possono mettersi in mostra nei confronti del padrone detto anche editore. Il quale sarebbe più appropriato definire tenutario o maitresse dato che non gestisce una redazione di giornalisti, ma di putain (sans du roi) per restare con la lingua adoperata per maitresse

      • maigobbo

        Su questo sono assolutamente d’accordo con te: per questo gradirei un’alzata di scudi dei nostri dirigenti al grido di “Giullemanidalucianospalletti” !

  • andrea1952

    Mi dispiace che Capello sia andato alla squadra cinese dello stesso proprietario dell’Inter. Un personaggio simile che afferma che i due scudetti tolti alla rube per i fatti di calciopoli furono vinti sul campo non dovrebbe essere affiancato, nemmeno come nome ad una squadra “gemella” dell’Inter. Inoltre con queste affermazioni Capello ha dimostrato, oltre alla sua disonestà, anche la sua incompetenza se non connivenza coi fatti delinquenziali scoperti da calciopoli. E’ infatti impossibile che un allenatore non sia a conoscenza dei fatti poco puliti che riguardano le sue vittorie. E’ la classica situazione del “non poteva non sapere”. Inoltre ha ribadito ancora una volta la poca logicità del suo ragionamento. Non si chiede, se fossero vere le sue affermazioni del “vinti sul campo”, del perché Moggi, Giraudo e compagnia, abbiano intrallazzato, con schede svizzere, griglie di arbitri compiacenti ecc. per quale motivo lo avrebbero fatto? Inoltre commette un reato dato che con queste sue affermazioni contraddice la Procura di Napoli che ha condannato in terzo grado il suo superiore di quel periodo, Moggi. Da allenatore rube non si è mai chiesto del come mai certe decisioni arbitrali erano sempre favorevoli alla sua squadra, della rotazione ad arbitrarla dei soliti arbitri, delle ammonizioni mirate ai giocatori delle squadre prossime avversarie rube. Ed essendo nella dirigenza rube non ha mai sentito commenti od affermazioni riguardanti arbitri che non avevano accontentato i voleri moggiani o non ha mai sentito telefonate sospette o discorsi degli stessi giocatori di comportamenti arbitrali sospetti? O forse erano talmente comuni questi trattamenti di favore in campo da parte arbitrale che per lui erano cose normali, facenti parte del gioco del calcio. Da ex rubentino come Buffon(e) ha perso un’occasione per tacere. speriamo solo che resti in Cina è abbastanza lontana da permettere di non sentire il suo fetore

  • andrea1952

    intervista rilasciata ad il Giorno da birchio marmotta. DOMANDA: ” La Juve non la darebbe mai ai cinesi? risposta: “un’Italia non più votata all’imprenditoria, qui restano turismo e sport ed ecco allora arrivare i capitali esteri che vanno e vengono a seconda dei risultati, perché il mecenate non c’è più, c’è solo il business. Bisognerebbe cercare di difendere l’italianità” Perché la FCA è italiana? Paga le tasse in GB, sede legale in Olanda, stabilimenti dove può sfruttare maggiormente la mano d’opera con salari da fame. La Juve quotata in Borsa quindi con capitali anche stranieri come in passato quelli di Gheddafi, allora era buono onesto e democratico, marmotta questo lo dimentica? Poi domandina concordata con l’intervistatore: “L’Inter è stata spesso una babele. A proposito di Inter, è giusto scandalizzarsi se Capello parla dei suoi due scudetti ‘vinti sul campo’? Risposta: “E dove li ha vinti? Sul campo! Ha detto una cosa sacrosanta” Allora Perché il suo predecessore e maestro Moggi, telefonava ai designatori per concordare le griglie arbitrali, agli arbitri con schede telefoniche svizzere, e come mai se li ha vinti sul campo, non solo il giudice sportivo, ma la corte del tribunale di Napoli in terzo grado ha condannato Moggi per “associazione a delinquere” e Giraudo ha patteggiato la pena ammettendo il reato? Se Capello li aveva vinti sul campo potevano evitare di commettere i reati a loro ascritti? Se l’Inter avesse le palle il sig, Marotta si beccherebbe una denuncia dato che ha fatto apologia di reato, giustificando implicitamente l’agire di Moggi e Giraudo e la loro associazione a delinquere assieme ad alcuni arbitri

  • andrea1952

    leggo le dichiarazioni del DS del Siviglia relative alla difficile situazione di Jovetic. Ora io dico, il Siviglia quando fecero il contratto di prestito con riscatto conoscevano alla perfezione i termini e le cifre di esso, sia per quello che riguarda l’Inter sia il giocatore. Possibile che voglio sempre fare i furbi quando ci sono di mezzo i nerazzurri? Il Siviglia che chiede sconti, il Sunderland che non voleva pagare Alvarez, adducendo scuse ridicole, ma portando per le lunghe il pagamento conclusosi con la vittoria dell’Inter. Anche da questo possiamo misurare il peso della società nerazzurra