Manenti cerca di riabilitarsi tirando in ballo l’Inter. Ma ignora certi dettagli

admin 2 marzo 2016 2 2.364 views
Manenti cerca di riabilitarsi tirando in ballo l’Inter. Ma ignora certi dettagli

Giampietro Manenti, l’imprenditore salito agli onori delle cronache per aver ricoperto un ruolo significativo nel fallimento del Parma, ha rilasciato un’intervista alla redazione di Parma de La Repubblica tirando in ballo la situazione finanziaria dell’Inter: “Hanno scritto di tutto, che Manenti è arrivato e in venti giorni ha devastato la città. Ho letto sulla Gazzetta dello Sport che l’Inter ha un debito di 417 milioni. Perché non fallisce l’Inter e fallisce il Parma? Scrivono che il club aveva 200 milioni di debiti, ma saranno stati 60, 80 al massimo. Sa quante situazioni di questo tipo ci sono nel campionato? Ma doveva fallire il Parma.. “.

Al di là della credibilità che Manenti meriterebbe, dopo il modo in cui si è comportato con la società FC Parma e con la gente di Parma, che ha illuso di poter salvare quando invece non aveva i mezzi per farlo, evidentemente per perorare la sua causa (persa in partenza) cerca di insinuare dubbi sulle altre situazioni. Decisamente diverse, visto che la società Inter ha un piano di rientro e non è arrivata mai al pignoramento, essendo stata rilevata da una nuova proprietà più solida e affidabile. Cosa che a Parma non è accaduto, al punto di arrivare all’ultimo stadio fallimentare che ha portato inevitabilmente allo stato attuale del club, costretto a ripartire dai dilettanti. E Manenti, con le sue false promesse, ha contribuito al colpo di grazia dei ducali.


  • ORP1964

    Sul carro degli smerdatori ufficiali dei nerazzurri c’è sempre posto……

    Che il 2 marzo – chiuso poi da un ulteriore ma sfortunato incrocio fra “una” squadra di Milano (stavolta i nerazzurri) contro un’altra piemontese (i “grigi” per antonomasia, perché quelli dell’Alessandria dell’altro ieri non farebbero testo) – potesse rivelarsi una data infausta ce l’anno ricordato, giusto nel pomeriggio di ieri, svariate categorie di denigratori, più o meno professionisti. Chi si è configurato da nemico lontano nel tempo, ma sempre pronto a gettare sale su certe ferite non ancora rimarginate come l’arbitro “negazionista” Ceccarini; chi da nemico insospettabile come il cosiddetto “Signor” Manenti (dalla specchiata moralità nonché evidente brutta copia del di lui predecessore nonché presidente parmense Ghirardi: e ho detto tutto!) e chi infine – sulla tematica FFP – da abituale nemico mediatico (ma ormai s’è perso il conto degli affiliati di quella ghenga), che quando la merda non arriva da Torino, si trova sempre qualcuno che pensa (male) di defecarne dell’altra anche a Roma (tanto l’editore delle 2 testate in questione è sempre il medesimo). Se poi il sito (stavolta amico) di “Inter Emotional Site” c’ha pure ricordato che ieri era il compleanno del dimenticabile Ciriaco Sforza, beh allora non ci si può non chiedere che cosa si sia combinato di così tanto sacrilego al santo del giorno, San Basileo martire, per “meritarci” tuto questo: e poi, con tutti ‘sti veleni in sorte assimilati nel tempo chi potrebbe risultare più mitridatizzato di noi appassionati nerazzurri e di pochi altri addetti ai lavori (filo interisti)?

    Alla lista, però, degli smerdatori fa specie che la redazione (e non vuole essere una critica – ci mancherebbe – è solo una semplice constatazione!) non abbia inserito, ufficialmente, il sedicente giornalista in forza al Corsera Pier Luigi Battista, di nota fede “grigia” per essersi – pure lui – fatto beffe di sentenze ed almanacchi. No, perché un personaggio che ha pregiato i nerazzurri di una “somma citazione” in uno dei suoi insospettabili “pamphlet pallonari” deve entrare di diritto nel pantheon dei dispensatori di guano mediatico. E che cazzo: non lo si può mica lasciar fuori, ché non ha niente da invidiare agli “esimi” predecessori Liguori, Auriemma e Mughini!

    Le deliranti farneticazioni contro i nerazzurri fuoriuscite dalla tastiera di tal “rumoroso nemico”, detto Pigi, hanno lordato le pagine della predetta testata milanese lo scorso venerdì 12 febbraio. Ebbene, sulla società calcistica
    meneghina veniva riversato tanto di quel fiele che il “cupolista” pallonaro per
    antonomasia, l’innominabile L.M., al confronto sarebbe parso un “cretinetti” qualsiasi (sperando ovviamente che per questo accostamento tanto ardito quanto molto postumo il buon comico francese André Deed – in arte Cretinetti – non si possa, idealmente, adontare troppo). La prosa anti-nerazzurra è stata sciorinata in una serie di conati progressivi, riassunta nella seguente sintesi formulata a latere di un pronostico giusto alla vigilia dello scorso Juve-Napoli, tra l’altro in un italiano alquanto incerto: “Spero fortemente che la Juventus prevalga sabato sera contro il Napoli e che a maggio possa conquistare il suo quinto scudetto consecutivo. Ma se le cose non andranno come spero che vadano, non mi dispererò se il Napoli potrà cucire il tricolore sulle maglie azzurre”. E poi la botta: “ Non mi sentirò prostrato, deluso, rancoroso, malmostoso come accadrebbe se lo scudetto andasse alla detestata Inter, al vittimismo piagnone di una squadra potentissima, prepotente, adusa ad impossessarsi dei trofei altrui gentilmente concessi da tribunali sportivi che sono la parodia della giustizia e del diritto”. Che dire: fatta salva l’ipotesi che il “nostro” non scrivesse sotto l’effetto di psicofarmaci (che dovrebbero comunque essere assunti da certi inguaribili “grigi” per tentare di sedare il loro delirio post Calciopoli ) o, peggio – almeno lo ci si augura per la sua salute mentale – intossicato dal consumo di altre bianche “polverine”, non ci si può non chiedere come faccia un’autorevole testata come il Corsera ad ospitare le elucubrazioni di un tal personaggio (per quanto reduce – quella testata – da qualche ammaccatura massonica di troppo e da diverse vicissitudini societarie ed editoriali prossime ad ulteriori aggiornamenti). Con tali uscite pallonare sconsiderate, il Pigi non potrebbe dunque che allignare in quei beceri ed ultra faziosi siti di tifosi che, forse, sarebbe meglio chiamare paras-siti.

    Sarà stata la recente dipartita professionale di cotanto direttore de Bortoli (che l’ha pertanto reso “orfano”), sarà che il Battista avrà voluto allargare i suoi orizzonti – da quelli epidermici a quelli politici (per i primi si è fatto crescere una barba che, solo ad ascoltarlo in Tv, risulta inversamente proporzionale al suo indice di autorevolezza mentre per i secondi, avendo egli – dopo lo scempio delle indimenticabili genuflessioni berlusconiane palesate alla conduzione della
    meritoria trasmissione Rai ereditata da Enzo Biagi – abbracciato la nouvelle vague renziana, nel senso primordiale di “cinema”, beninteso) – fatto sta che l’editorialista – specie alla luce delle vicende personali raccontate nel suo ultimo libro “Mio padre era fascista”, peraltro sempre avversato – avrebbe forse fatto meglio a non rivelare il suo “malmostoso” status di anti-nerazzurro: ché, pur irsuto come si ritrova ora, in tanti riuscirebbero comunque a fargli un baffo.

  • luis, carini villagrazia

    si, ha preso il Parma, ma non aveva i soldi neanche per le sigarette!!!!!