Per Buffon le proprietà straniere sono la sconfitta del nostro calcio. Ma sa da quale Paese arriva il suo stipendio?

admin 20 marzo 2017 9 2.568 views
Per Buffon le proprietà straniere sono la sconfitta del nostro calcio. Ma sa da quale Paese arriva il suo stipendio?

Intervistato da Kicker, Gianluigi Buffon ha ancora una volta espresso dei concetti senza valutarne le conseguenze. Riassumendo, ecco la frase incriminata: “La Roma agli americani, le milanesi ai cinesi: povera Italia. È una sconfitta per il nostro calcio e le nostre tradizioni”. Forse il portierone della Nazionale ignora il fatto che la sua Juventus non sia di proprietà totalmente italiana, in quanto tutte le società che le sono dietro (dalla CNH Industrial alla Exor) da anni hanno spostato la loro sede in Olanda con domicilio fiscale in Inghilterra, giusto per non pagare le tasse in Italia e contribuire alla salute fiscale piuttosto cagionevole del Paese. Forse si riferisce a questo quando definisce l’Italia ‘povera’. Per fortuna proprietà estere arrivano nel Belpaese e investono fior di quattrini, provando a riportare in vita un sistema marcio in cui a vincere è sempre e solo una squadra, soprattutto per ragioni extra calcistiche. Forse la sconfitta delle tradizioni non risiede nel fatto che alcune società abbiano bisogno di capitali stranieri per tornare a competere, quanto nel rischio per chi comanda agevolmente da anni di veder mutare lo status quo. Quindi, prima di lasciarsi andare a paternalismi non richiesti, Buffon rifletta sull’origine del suo stipendio.


  • Achille Formenti

    Ormai va a ruota libera, avanti con i luoghi comuni, le frasi fatte, ci facciamo il pieno di retorica e mostriamo il patriottismo a buon mercato a uso e costume del popolino che si nutre delle amenità dei politici e di personaggi come Buffon(e) che credono di rappresentare la nazione e invece rappresentano solo se stessi. Ieri sera ho visto l’ormai consueta reazione da checca isterica di Allegri, anche in questo ci facciamo notare, chissà che risate si faranno all’estero a vedere queste sceneggiate di bassa borgata una cosa mai vista, altro che Conte e Malesani, ora lo dico io “povera Italia”

  • maigobbo

    Il pagliaccio ha ragione: vuoi mettere una sana, italica, proprietà mafiosa come la loro? Grande Pagliaccio ogni volta che parli ci doni perle di assoluta saggezza…Però ricordati di darci le quota…pagliaccio!

  • Matrixpoker1

    I sermoni di questo individuo non li reggo più,
    si erge in continuazione a paladino della giustizia e della correttezza mentre dopo la vicenda della scommesse fatte in sua vece dall’amico tabaccaio dovrebbe stare zitto e dovrebbe trovare un posto dove andare a nascondersi per la vergogna.
    E poi basta con questi discorsi dei giocatori e dei proprietari stranieri nelle squadre di calcio.
    Ma perché una qualsiasi Azienda di un qualsiasi settore può assumere tutti gli stranieri che vuole e una squadra di calcio no ? Qual’è la differenza ?
    E che problema c’è se il proprietario di una squadra di calcio è straniero ?
    L’ importante è che abbia i soldi da investire (e Suning ne ha davvero tanti) mentre tutto il resto sono chiacchiere da bar.

    • Roby2001

      Lui e gli altri cretini suoi simili non obiettano, che numerose società di Premier sono in mani straniere; evidentemente sono ossessionati dalla Beneamata

      • andrea1952

        hanno paura. Fino a che la rube resta il croupier che da le carte e che può barare e falsificare il gioco, facendo vincere sempre il “banco” la rube reterà sempre in sella, ma se altri capitali ed altre forze entrano in gioco, le truffe rubentine diverranno più difficili

  • andrea1952

    Renzi ha abolito l’art18 per far arrivare in Italia investimenti stranieri, dandoci da bere che il licenziamento per giusta causa era l’ostacolo perché questo avvenisse. Ecco gli unici capitali stranieri arrivati in Italia sono stati quelli del calcio, forse perché i giocatori non godevano dell’art.18? Poi, come rammentato nell’articolo, i padroni di Buffon(e) sono tutto fuorché italiani, di italiano della Fiat o FCA che sia, è rimasta solo la Cassa Integrazione Guadagni, quella si pagata dai lavoratori italiani. Buffon(e) è rimasto, da buon fascista, all’autarchia, va già bene che chiami i nerazzurri anziché Internazionale, Ambrosiana come al tempo dei suoi miti

  • disqus_HED

    Ennesima riconferma che la somma del suo quoziente intellettivo è inversamente proporzionale al suo conto in banca
    INTER FOREVER
    AMALA

  • Fabio Inter2010

    Ad ogni intervista che rilascia il buon Gigi ormai spara sempre un mare di caz….. il problema è che sembra che lui stesso non si rende nemmeno conto di quello che dice…..

  • leggo.solo.tuttosport

    IL VANGELO SECONDO LA GAZZETTA.
    “GRANDE ANCHE NELLE SUE DEBOLEZZE”: OGGI BUFFON, DOMANI (FORSE) MOGGI.
    Prosegue incessante, sulla quasi totalità dei “media”, il plebiscitario processo di santificazione di Buffon, le cui proporzioni rasentano ormai – e di certo supereranno – quelle viste per figure del calibro di Padre Pio e Papa Wojtyla.
    Di questo passo, ci attendono straordinarie rivelazioni, come ad esempio la comparsa di stimmate sul sacro corpo del portiere bianconero o la materializzazione di un cilicio quale penitenza di uno scommettitore incallito.
    Non può sfuggire ad un conoscitore dei metodi di mistificazione del circo mediatico lo scopo di un lavaggio del cervello di simili dimensioni: deviare l’attenzione da una serie di vicende inattese e molto imbarazzanti per importanti personaggi legati direttamente o indirettamente alla Real Casa.
    Si va dal “pulloverato” Sergio Marchionne, patron della Fiat, beccato negli USA con le mani nel diesel, al “vitellone” di famiglia e super-raccomandato Luca Cordero di Monteprezzemolo, primo responsabile del fallimento tecnico di Alitalia; dall’editore e dal direttore de IL SOLE 24 ORE (il giornale che preconizzava il fallimento dell’Inter) inquisiti in due procedimenti per gravissimi reati finanziari, al Giovin Signore Andrea Agnelli deferito e invitato a comparire avanti la Commissione Antimafia per presunti rapporti con la n’drangheta; da Mark Iuliano (quello del fallo da rigore su Ronaldo) deferito anch’egli per presunti rapporti con la camorra quando allenava il Latina, alla definitiva radiazione di Luciano Moggi sancita dal Consiglio di Stato.
    Ieri 21 marzo, intanto, in un goffo e infantile tentativo di comprensione dei notissimi vizietti di Buffon, un “opinionista” della Gazzetta titolava: “Grande anche nelle sue debolezze”.
    Per il domani, sulla stessa linea, attendiamo rassegnati un titolo analogo per Moggi, degno ex-direttore generale del “numero 1 dei numero 1”, secondo la servile definizione di Repice.