“Ricordati che devi morire!”. Spalletti se l’è segnato e il Milan è finito a -10

admin 17 ottobre 2017 11 1.750 views
“Ricordati che devi morire!”. Spalletti se l’è segnato e il Milan è finito a -10

“Ricordati che devi morire!”“Sì, sì, no… mo me lo segno proprio. C’ho una cosa… non vi preoccupate”.

Luciano Spalletti ci aveva scherzato su alla vigilia del derby, riportando alla memoria il grandissimo Massimo Troisi. L’allenatore di Certaldo ha preso nota delle parole di Mirabelli (recidivo), ha incamerato il concetto e poi è passato all’incasso. Milan a-10, perché le chiacchiere possono anche accattivare le simpatie estive, ma poi è il campo che parla.

Una differenza notevole quella tra l’Inter e i rossoneri, non concretizzatasi pienamente nel risultato più per demeriti propri che per meriti altrui. E allora, visti i tanti elogi piovuti sulla squadra nerazzurra dopo il 3-2 nella stracittadina, è forse il caso anche di precisare alcuni concetti per quanto riguarda le mancanze. Sempre tenendo presente che i derby non si giocano, si vincono e basta.

Innanzitutto bisogna dire che è mancata cattiveria nel primo tempo: 45 minuti dominati in lungo e in largo, con una sola squadra in campo a voler colpire e l’altra tutta chiusa a riccio. Si poteva e doveva andare al riposo almeno con due gol di scarto, perché era stata limpida la supremazia sui milanisti.

L’altra nota negativa da registrare è l’ennesimo rientro in campo dopo l’intervallo non propriamente adeguato. Era già accaduto, ad esempio, con Fiorentina Roma. Eccessiva difficoltà che ha prodotto un paio di chance per i rossoneri e poi l’1-1 evitabilissimo (in tre vanno sulla sovrapposizione di Musacchio lasciando Suso libero di rientrare sul sinistro).

Che l’Inter però fosse più squadra, più gruppo, più tutto rispetto al Milan lo ha confermato lo spezzone successivo al pareggio. L’assetto si è dato una nuova regolata e soltanto la dimenticanza di Cancelo ha causato il 2-2 in un momento nel quale era invece più nell’aria il 3-1. Per vincere, poi, è servito un regalo di Rodriguez, che ha fatto scopa con quello dell’ex Valencia.

Insomma, l’Inter ha confermato di essere sul percorso corretto per tornare grande, ma che grande ancora non lo è totalmente. Al di là di quanto dica la classifica attuale, infatti, i nerazzurri non sono ancora un complesso in grado di dettar legge contro chiunque. E il derby è lì a certificarlo. Una squadra consapevole al 100% delle proprie forze avrebbe sbranato un avversario come il Milan in chiara difficoltà, tecnica e psicologica, non consentendogli in alcun modo di mettere in discussione una vittoria che – al netto delle consuete lagnanze di Montella – è stata del tutto legittima e meritata.

Manca quell’ultimo gradino e Spalletti lo sa bene. Lo sa meglio di chiunque altro. Intanto, però, le solide basi sono state poste. E il fatto di non lamentarsi mai per le assenze, benché pesanti vista la ristrettezza della rosa, è lì a dimostrare tutto il valore del lavoro del tecnico toscano.

Un’Inter forte mentalmente ancor prima che tecnicamente. Un’Inter consapevole dei propri limiti e, proprio per questo, in grado di mascherarli. Un’Inter che sa di poter morire e che, per sicurezza, se l’è pure segnato. “Non vi preoccupate”. Perché il pensiero d’immortalità poi genera vizi, cadute e dolori. E, magari, pure 10 punti in meno.

(fonte: FcInterNews.it)


  • andrea1952

    Giusto che Spalletti conosca i limiti della squadra, ma sarebbe ancora più giusto, efficace e redditizio che il tecnico di Certaldo lo comunicasse alla proprietà e che questa cercasse di porvi rimedio nella prossima sezione di mercato. Purtroppo per far questo occorrono investimenti, ma dall’antifona, avendo tirato già fuori il rispetto del FFP, sembra proprio che si debba ricorrere ancora ai prestiti, riscatti, parametri zero ecc. formule che non attirano certamente i top player. Comunque una volta tanto facciamo come la cicala e non la formica e godiamoci l’aria fine e salubre dell’alta classifica

  • gio

    Quest’anno lo scettro dei piangina è passato in mano ai tifosi del milan e ai compagni di merende juventini.I più smaliziati pensano che dietro al brooker cinese ci sia ancora mister giovinezza ,con questo colpo (dicono sempre i più smaliziati ) ha sistemato i conti della società ( non sportiva ) riportando una parte dei soldi che non poteva far arrivare legalmente in italia.I tifosi milanisti stiano tranquilli che se il “sciuppa cozze” ritorna protagonista la loro squadra ritornerà a fare risultati.
    cosi dicono “le male lingue”
    molto probabile che quello che ho scritto verrà censurato!
    INTERFOREVER

    • andrea1952

      gio, non occorre essere smaliziati per capire che l’acquisto del BBilan ci sono, non particolari, ma interi capitoli che non stanno ne in cielo ne in terra. Basta leggere i nomi dei “cinesi” che siedono nel CDA del BBilan, perfetti sconosciuti, non solo in occidente, ma persino in Cina. Secondo il presunto proprietario dei rossoneri, nel suo Paese, è conosciuto solo per le malafatte finanziarie fatte, in pratica truffe e non per le sue attività. Terzo, perché il BBilan non pubblica l’elenco dei nomi della cordata che è dietro Li, nessuno li conosce, non solo non vengono mai comunicati. Mi ripeto ma perché, se non lo stanno già facendo, la magistratura non getta un’occhiata a tutte queste strane manovre e questi strani personaggi che ruotano attorno al BBilan ed al suo “ex” proprietario “belli capelli”? A mio parere il Trump de noantri, si è fatta una voluntary disclosure ad uso e consumo proprio per non pagare neanche il minimo di penale prevista dal Governo e riportare in Patria parte dei capitali illegalmente esportati nei paradisi fiscali, per averli a disposizione nel braccio di ferro con Vivendi. A riprova di ciò Yonghong Li non è mai nominato dalle autorità cinesi, anzi non lo conoscono neppure.

      • Achille Formenti

        Francamente il tuo discorso ha una sua logica se viene visto in extra sportiva “dotare fininvest di risorse finanziarie” contrasta invece con l’operato della splendida coppia alla guida del Milan oggi, in ottica sportiva. I due hanno fatto un mercato senza capo ne coda, buono solo per la ribalta mediatica, spendendo 250 milioni tutti a debito, dubito che il cavaliere anche operando dietro le quinte, avrebbe avallato un comportamento tanto scellerato.

        • andrea1952

          vero del debito, ma detto debito se non onorato cosa porterebbe? Porterebbe all’acquisizione completa da parte di Eliot l’istituto che ha garantito gli acquisti e a Berlusconi cosa porta, niente, a lui i capitali dall’estero sono rientrati e disponibili, il resto è un problema di Eliot e del BBilan. Non per niente i “cinesi” hanno pagato Berlusconi o Mediaset, non i debiti del BBilan. Al massimo l’ex cavaliere potrebbe ritornare a capo del BBilan con un accordo con Eliot riprendendo i rossoneri con un tozzo di pane

  • andrea1952

    GdS – Inter al vertice ringraziando… San Palo. Sputano bile da tutti i pori, la rube non più in testa alla classifica, il BBilan alla temperatura dei surgelatori, ma di quelli buoni, e l’Inter invece in alto. Mi piacerebbe domandare ai pennivendoli (non vendono le penne ma quello che c’è attaccato) come mai per le altre squadre i pali sono tiri sbagliati, solo per l’Inter, invece, è fortuna dei nerazzurri. Un minimo di coerenza (dote essenziale per chi si definisce giornalista) sarebbe necessaria. Non si può certamente chiedere a chi scrive, spesso con molti errori d’ortografia e grammaticali, di essere meno puttane (francesismo) perché se lo fossero perderebbero il posto e tornerebbero ad essere braccia per l’agricoltura, solo braccia, perché, causa il loro quoziente d’intelligenza scarso, chiamarli contadini sarebbe come dargli il Nobel

    • maigobbo

      lascia che sputino veleno poveretti e pensa al loro povero fegato!

      • andrea1952

        rischiano l’epatite “C” come la categoria del campionato italiano in cui doveva essere retrocessa la loro sponsorizzata rubentus, guarda caso. Non avranno mica messo nome a questa malattia proprio prendendo spunto dalla rube?

  • andrea1952

    Bonucci espulso per gomitata ad un avversario. Ma guarda, ma è lo stesso Bonucci che giocava nella rube? Il signorino ha sempre giocato in questa maniera, gomitate, entrate con piedi uniti o a martello, ma quanti cartellini rossi diretti ha preso giocando con la rube? Credo una sola nel lontano 2010/11 e non mi pare con rosso diretto. E’ un caso? E’ un caso che salterà l’incontro con la rube? Anche se non so se la sua presenza fosse uno svantaggio per i bianconeri. Ora a Montella non va bene la VAR, ma guarda solo ora non va bene, come mai? Chiellini resti alla rube, perché se anche lui dovesse emigrare giocherebbe una partita ogni cinque. I rubentini protestano per l’espulsione di Manzotin che manda a fare in culo l’arbitro, Pompilio si arrabbia, come per un vaffa all’arbitro si espelle un rubentino? Come, lo hanno sempre fatto? in uno, o più di uno, compresi i panchinari e Conte, testate all’arbitro, vaffa al quarto uomo di Allegri, giacca lanciata e calpestata, e per un vaffa di Manzotin si espelle? Non c’è più religione

  • andrea1952

    amici non sembra strano che l’Udinese, con la rube in 10, prenda 6 goal di cui uno con un’autorete? L’Udinese è anche lei del gruppo di squadre nate a scansano, non lo scansano in provincia di Grosseto, ma quello buffoniano? Perché capisco che l’Udinese sia inferiore ai rubentini, ma 6 goal in 11 contro 10 mi sembra eccessivo, poi se si trattasse solo di questa volta, anche gli anni passati per la tangenziale di Scansano ci sono passati più volte

  • andrea1952

    errata corrige le autoreti dell’Udinese sono due anche il sesto goal è stato deviato. La Rai, forte del canone nella bolletta enel, continua a spingere la rube, Prima la DS ha osannato il miglior in campo di questa giornata, indovinate chi? Esatto, Handanovic e il ritardato Tardelli (in lucchesia e nel sui Paese di nascita in particolare, i tordelli sono una specialità di pasta ripiena, ma anche sinonimo di individuo poco perspicace, un po’ tardo di comprendonio, che derivi da lì l’origine del suo cognome?) Prende la palla al balzo per sottolineare, di conseguenza, la gara poco brillante dei nerazzurri. Poi nella registrazione della gara con l’Udinese il commentatore sottolinea il possibile fuorigioco del goal dell’udinese, ma si dimentica di sottolineare l’ancor più netto fuorigioco di Rugani in un goal rube, Non poteva poi mancare la presenza di una rubentina di supporto al tardo, la Cristellin, quella dell’organizzazione delle Olimpiadi invernali di Torino di cui i contribuenti stanno ancora pagando le spese per gli impianti inutilizzati ed ora in rovina. Ma tanto gode dello scudo ovino quindi intoccabile