Tra ignoranza e malizia, Thohir diventa un corrotto. Ma per fortuna poi tocca ad Agnelli

admin 7 marzo 2017 8 2.183 views
Tra ignoranza e malizia, Thohir diventa un corrotto. Ma per fortuna poi tocca ad Agnelli

Giornata a sfondo legale questo martedì 7 marzo. Si inizia con una notizia proveniente dall’Indonesia, dove Erick Thohir, presidente dell’Inter, ha dato la sua disponibilità a collaborare con la polizia locale che sta investigando su un caso di corruzione all’interno del Comitato Olimpico Indonesiano di cui lui è presidente. ET ha anche detto che, qualora venisse provata la sua responsabilità, sarebbe persino disposto ad aggettare la prigione. Un bel gesto che in Italia non accadrebbe mai. Però nel nostro paese l’abitudine alla presa di responsabilità del proprio ruolo è così insolita che la notizia è stata rivoltata. In poche parole, nel giro di qualche ora Thohir è diventato l’indagato che rischia di andare in galera per corruzione. Incredibile, c’è un mix di ignoranza e malizia dal sapore così amaro che fa vomitare. Basterebbe verificare le notizie come la deontologia giornalistica imporrebbe, invece è molto più facile ignorare i dettagli e saltare subito alla conclusioni che fanno comodo politicamente o semplicemente che acchiappano più click. Materiale per querelare ce ne sarebbe, ma non accadrà come al solito.

Poi, nel pomeriggio, ecco la notizia già nota a tutti ma che era stata beatamente ignorata all’epoca in cui Il Fatto Quotidiano l’aveva resa nota. Pubblichiamo direttamente l’ANSA, onde evitare che qualcuno si appigli alle virgole inficiando la veridicità del fatto:

Dai documenti arrivati dalla Procura di Torino, “si evidenzia che Saverio Dominello e il figlio Rocco sono rappresentanti a Torino della cosca Bellocco Pesce, di Rosarno. Rocco Dominello ha rapporti con la dirigenza della Juve per la gestione di biglietti e abbonamenti”. Lo ha detto il procuratore della Figc, Giuseppe Pecoraro, all’Antimafia. “I dirigenti che hanno contatti con queste persone sono: Merulla, Carugo, D’Angelo e il presidente Agnelli”. Anche il dg Marotta ha avuto rapporto, seppure occasionali, col mondo degli ultrà, ma non è stato coinvolto dalla conclusione indagini.

In altre parole, è stato accertato dalla Procura Federale il coinvolgimento di Andrea Agnelli con la gestione malavitosa dei biglietti dello Stadium, al punto che lo stesso presidente della Juventus avrebbe incontrato boss della ‘Ndrangheta per discutere dell’argomento. La società bianconera e il suo numero uno rischiano solo delle ammende, lui al massimo un’inibizione temporanea, ma sulla notizia nessuno può obiettare a questo punto. Dopo la fase dell’insabbiamento, è tempo di aprire gli occhi e un po’ tutte le testate devono soggiacere. Tutte, tranne Tuttosport, che ancora fatica a darle spazio (chissà quanto resisterà il suo muro di gomma…). Non è tardata intanto la replica di Agnelli stesso, che si è voluto difendere via Twitter: “Nel rispetto di organi inquirenti e giudicanti ricordo che non ho mai incontrato boss mafiosi. Ciò che leggo è falso”. La domanda principale è: tra richieste di danni alla FIGC ed esposizione di titoli revocati, giusto per citare un paio di marachelle, da quando il rampollo di casa Agnelli  rispetta gli organi inquirenti e giudicanti?


  • maigobbo

    oddio, no davvero??? Un membro dell’onorata famiglia che ha rapporti con la criminalità organizzata??? non posso crederci. Proprio quella famiglia che ha fatto del rispetto della legge, del rispetto dei lavoratori, del rispetto dell’amor patrio la sua bandiera, coinvolta in queste squallide vicende…IO DICO NO! NON CI STO! E’ TUTTO UN GOMBLODDO! Sicuramente gli inquirenti sono degli sporchi interisti piangina che vogliono vendicarsi dei presunti torti subiti! Forza Tuttosport, nobile quotidiano paladino della giustizia, lancia i tuoi strali arguti e pungenti a difesa della nobile casata sabauda! Noi attendiamo fiduciosi esilaranti editoriali del nostro immenso toni damascelli fulgido esempio di giornalista coraggioso ed indipendente!

  • Arturo

    Le relazioni dei procuratori federali sono vere sono quando sono stilate su sua istanza contro un morto che non si è nemmeno potuto difendere e che è stato dichiarato prescritto a mezzo stampa senza nemmeno un processo (unico caso al mondo). Quando le relazioni lo riguardano sono false. E’ il loro stile inconfondibile.

  • leggo.solo.tuttosport

    LA N’DRANGHETA, IL GIOVIN SIGNORE, IL LATINA CALCIO, MARK IULIANO E LA “MACCHINA DEL FANGO”.
    CLOSING MILAN: TUTTO VA BEN SIGNORA LA MARCHESA.

    La concomitanza fra le notizie riguardanti (indirettamente) Thohir quale presidente del Comitato Olimpico indonesiano ed il Giovin Signore Andrea Agnelli non è occasionale, come sembrerebbe ritenere l’articolo.

    La data dell’audizione del Procuratore federale avanti la Commissione Antimafia era nota da giorni se non da settimane ed era scontato che Pecoraro avrebbe parlato – o sarebbe stato interrogato – sulla spinosa e imbarazzante vicenda dei presunti rapporti Juventus-n’drangheta.

    Per di più, il Procuratore federale ha annunciato l’apertura di un procedimento nei confronti del Latina Calcio, dell’ex presidente Pasquale Maietta e di Mark Iuliano (quello del fallo da rigore su Ronaldo), allenatore della squadra laziale nel girone di ritorno del Campionato 2014/15, per presunti rapporti con un boss della camorra in un periodo in cui il club pontino, secondo le denuncie di organi di stampa di quella provincia, era caduto sotto la sfera di influenza di Luciano Moggi, che impose vari movimenti di mercato e l’allontanamento del tecnico Breda per dare spazio al suo sodale Iuliano.

    Prima che le edizioni on line dei mezzi di informazione divulgassero il contenuto dell’audizione del Procuratore federale, è partita la “macchina del fango”.
    Per deviare preventivamente l’attenzione dalle imbarazzanti notizie in uscita dalla Commissione Antimafia, il circo mediatico gestito dal gruppo Agnelli ha giocato d’anticipo, dando in pasto ad una opinione pubblica già largamente cloroformizzata la notizia di un’indagine della magistratura indonesiana su un episodio di corruzione all’interno del Comitato Olimpico di Giakarta e coinvolgendovi Thohir in nome di una sorta di responsabilità oggettiva.

    Nel frattempo – dopo che l’onestone Platini è stato (quasi) radiato dall’UEFA come Moggi e Giraudo – il pulloverato Marchionne di Casa Fiat è stato beccato negli USA con le mani nel diesel, l’editore de “Il Sole 24 ore” (vicinissimo alla Famiglia) è sotto indagine dell’Autorità Giudiziaria per falso in bilancio ed una perdita di 40 milioni nell’ultimo bilancio e l’Alitalia, grazie alla gestione di un super manager rampollo della Famiglia, Luca Cordero di Monteprezzemolo (secondo l’irridente appellativo di Dagospia), è sull’orlo del fallimento con una perdita di 400 milioni nel 2016.

    Senza dimenticare che, a dispetto del closing milanista ancora rinviato, del valigione coi 320 milioni mancanti (in pezzi da 5 e 10 euro ?) fermo chissà dove e del persistente mistero sull’identità degli investitori cinesi, secondo il circo mediatico TUTTO VA BEN SIGNORA LA MARCHESA.

  • andrea1952

    Andrà a finire in una bolla di sapone. Non perché i fati citati non siano gravi, ma perché c’è di mezzo il monociglio, il rampollo della casa reale. La rube farebbe meglio a spostare la residenza, non quella fiscale, come fatto dalla proprietaria Fiat, ma proprio la residenza presso il tribunale di Torino, gli costerebbero meno gli spostamenti che deve fare ogni volta che è implicata in un malaffare. Abuso di farmaci, calciopoli, calcio scommesse, falso in bilancio, stadio con debolezza strutturale, ora implicazioni con la ‘ndrangheta, caso capo ultras dei drughi che ha seguito l’esempio di Edoardo. Insomma il commissario Montalbano alla rube avrebbe un gran bel da fare. Poi i tifosi rubentini hanno pure il coraggio di dare del prescritto all’Inter. Comunque è già partita la squadra anti incendi mediatica e la notizia su Thohir passato da testimone a colpevole ne è la prova. La procura della Repubblica fornisce prove al giudice sportivo dei contatti fra Andrea Agnelli e dirigenti vari rubentini con capi di cosche della ‘ndrangheta per il rifornimento di biglietti ai bagarini degli incontri della rube, quindi prove che possono essere intercettazioni ambientali o telefoniche (ovviamente anche queste prese dalla Telecom di Tronchetti Provera, su ordine dell’Inter, come quelle inerenti a calciopoli, secondo i decerebrati rubentini) Procura della Repubblica, no piripicchio, ma sicuramente il giudice sportivo al massimo convocherà il monociglio e gli dirà: “cattivone cattivone, non farlo più, altrimenti lo dirò al cuginetto, quello bravo, intelligente e bello. Nooo, ma che hai capito non a quello che gira con Ferrari gialla che fa finta di essere rapito e non si sa se maschio o femmina, non quello che ha i soldini e non ti compra più le caramelle, ne ti dà più le Maserati ed altre auto per i regalucci ai designatorucci ed arbitrucci, poi così te li scordi gli scudettini, ti tocca fare la figura che fai quando vai fuori d’Italia ed io non vengo rieletto

  • andrea1952

    a tutta la vicenda faranno fare la fine del falso in bilancio che la rube avrebbe fatto non accantonando in bilancio i rimborsi dovuti al Bologna ed altre squadre per i danni causati a queste ultime dal loro dirigente Moggi con i fatti di calciopoli. Non se ne parla più, top secret, poi se vi sarà una sentenza diranno che lo hanno fatto anche tutte le altre squadre, con la solita frase: “lo facevano tutte”. M la cosa grave, se i fatti venissero provati, è che, come è stato fatto trapelare dalla rube, questi contatti con cessioni di biglietti venivano fatti per evitare “casini” al “senectus stadium” cioè una squadra come la rube con a capo un ovino che si fanno soggiogare da dei “rappresentanti” di una cosca della ‘ndrangheta, invece di essere i primi ad andare in procura della Repubblica e denunciare questo specie di pizzo? Ma questo, se pur criticabile, lo può subire un negoziante, un poveretto che teme per la sua famiglia, non una “famiglia” potente come gli ovini, ma scherziamo? Come sempre la loro toppa è peggiore del buco

  • Roby2001

    Normale prassi, quella dei contatti tra poco di buono.
    Per quanto riguarda Thohir, credo che non sia coinvolto personalmente

  • Fabio Inter2010

    Prostituzione intellettuale al 100%, sai che novita’, bastava verificare la notizia riguardo a Thohir ma purtroppo quando una è prostituta e prostituta….con tutto il rispetto delle prostitute quelle si hanno piu’ dignita’ di questi signori, vero ruttosporc?

    Dai ruttosporc parlaci di questa notizia riguardante il simpatico Andrea…..perche’ non ci illumini come fai sempre con le tue belle storielle come quando spari caz……sull’ inter….. E invece no, silenzio, silenzio e solo silenzio…..Chissa’ perche’ ruttosporc non ha dedicato nemmeno una riga a questa storia del simpatico Andrea……pensandoci bene forse marmotta (pardon Marotta) potrebbe sentirsi imbarazzato e allora meglio tacere e cosi vissero tutti felici e contenti! Amala!

  • andrea1952

    come volevasi dimostrare, in coro su Top calcio 24 “le società di calcio hanno TUTTE rapporti con gli ultras” si certo con gli ultras, ma non con la mafia. Oppure “certamente Andrea Agnelli non poteva sapere che chi incontrava in sede rube era il figlio di mafiosi, glielo aveva presentato l’autista del padre di Andrea” Come, ricevi ufficialmente un rappresentante della tua tifoseria, senza sapere chi è? Il rappresentante in studio dei tifosi rubentini ha spiegato che la rube aveva un portavoce ufficiale dei tifosi rubentini capo dei “drughi”, ma si è suicidato dopo essere stato convocato in procura della Repubblica! Forse per delusioni amorose o a causa della depressione, vallo a sapere” Anche qui non sorprende che l’insano gesto sia stato fatto durante le indagini sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta negli ultras? Gli ha fatto eco un giornalista in studio tirando fuori l’indagine sulla droga degli ultras atalantini, prendendo questo a pretesto per dimostrare che le società di calcio sono vittime dei ricatti dei tifosi, guarda caso il giornalista se ne accorge solo dopo i fatti della rube. Insomma le squadre di leccatori, insabbiatori, spegnitori e mistificatori sono già partite a sirene spiegate in soccorso del loro padrone