Una prima pagina per consolare Buffon. Ma i tifosi italiani chi li consola?

admin 17 novembre 2017 7 1.478 views
Una prima pagina per consolare Buffon. Ma i tifosi italiani chi li consola?

A quattro giorni di distanza ancora non ci siamo ripresi totalmente. La delusione del momento ha lasciato spazio alla lucidità, che si esprime in un’amara realtà: l’Italia non parteciperà al prossimo Mondiale in Russia. Un danno finanziario per il movimento calcistico, umano e sociale per il popolo italiano che vive in modo intenso, a prescindere dal contesto in cui si trova, un’esperienza sportiva unificante. Nel 2018 non ci sarà nulla di tutto ciò e attualmente il nostro calcio è nel pieno del caos, tra responsabili che restano attaccati alle proprie poltrone, personaggi che fanno il proprio interesse e stampa che prima spara nel buio, poi inizia a scegliere i propri obiettivi e le proprie rimostranze in modo meticoloso. Come avviene spesso in questi casi, il concetto del ‘troppi stranieri’ nel calcio italiano ha visto in prima linea l’Inter, rea di esterofilia sin dalla propria Cantera. Un luogo comune, se è vero che altre società hanno una percentuale più alta di giocatori stranieri sia nelle giovanili sia in prima squadra. Ma tant’è, ci siamo abituati. Difficile invece abituarsi a iniziative come quella odierna della Gazzetta dello Sport, che in prima pagina dà una carezza a Gigi Buffon sottolineando come le sue lacrime si possano asciugare pensando agli obiettivi della stagione in corso: nono scudetto, Champions League e record di presenze in Serie A (647). Interessante, considerando che degli obiettivi personali di Buffon francamente interessa a pochi, magari qualche juventino e i soliti organi di informazione genuflessi. Chi pensa alla delusione dei tifosi italiani? Sono loro le vere vittime di questo scempio che ha radici lontane, e guai a chi tira in ballo ancora Calciopoli. Francamente, della delusione personale di Buffon oggi non frega nulla in generale, il problema è molto più ampio ma si tende a insabbiarlo come sempre, grazie al trascorrere dei giorni. Però fa comodo scriverne, chiaro, come se il portiere fosse la vittima di quanto accaduto e non uno dei carnefici scesi in campo durante queste qualificazioni masochistiche. Buffon non giocherà il prossimo Mondiale e ha detto addio alla maglia azzurra, ma non è l’unico dei calciatori che non potrà mai disputare, anche per questioni anagrafiche, una competizione così importante. Che forse è anche peggio, rispetto a chi una Coppa del Mondo l’ha anche vinta. Ma a questi calciatori, anche loro colpevoli, nessuno dedica una prima pagina consolandoli con gli obiettivi stagionali. Perché non se la meritano, così come non se la merita Buffon che dal calcio ha comunque avuto tanto. Perciò smettiamola con questo falso moralismo mediatico.


  • andrea1952

    Il sig. Buffon fa parte di quel gruppo tutto juventino, che all’interno dello spogliatoio della Nazionale ha fatto il bello ed il brutto tempo fino ad oggi. Ha sponsorizzato quello o quell’altro giocatore o sponsorizzato l’ingresso di un calciatore e non di un altro, spesso guardando solo alla provenienza di questo o al mediatore che lo rappresentava favorendo così una sua valorizzazione o deprezzamento del medesimo. Tutto questo a scapito di un ringiovanimento della squadra ad un turn over graduale ed in base solo a quanto espresso dal giocatore in campo. In sintesi, lo zoccolo juventino ha amministrato la Nazionale persino nel periodo di calciopoli, alcuni prosti media cercano persino di dare la colpa del disastro della Nazionale proprio a calciopoli. Mentre invece purtroppo la Nazionale è passata indenne da tale vicenda, anzi è stata adoperata da detto “gruppo” come scudo protettivo dagli effetti di calciopoli. Poi nessuno mette in evidenza le colpe che ha avuto il “grande” Conte, il quale prima ha accettato la panchina della Nazionale con un contratto faraonico che ha costretto la FIGC cercare sponsor per reperire le risorse finanziarie atte ad accontentarlo, poi, appena vista la prospettiva di un maggior guadagno in GB ha piantato baracca e burattini, con scuse più o meno ridicole, lasciando la Federazione senza soldi e costringendola a ripiegare su di un CT non all’altezza, ma con pretese economiche minori

  • andrea1952

    http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/17-11-2017/milan-new-york-times-li-yonghong-non-proprietario-miniere-suo-patrimonio-230689402076.shtml Amici leggete questo articolo della Gazzetta tratto dal New York Time (mi sarei meravigliato se fossero indagini della rosea) nel quale semplicemente afferma che il presidente del BBilan non possiede nessuna miniera di fosforo in Cina, che gli uffici di uno dei suoi soci sono vuoti e con avviso di sfratto, che il babbo ed il fratello del presidente BBilan sono in galera in Cina implicati in una truffa milionaria in borsa, (in Cina ci vanno in galera, noi gli diamo dei premi) che il presidente è stato multato dalla “consob” cinese per inadempienze borsistiche ed altri particolari che non ho capito molto, salvo che la proprietà BBilan è coinvolta in un giro di “scatole cinesi”. Detto questo, ma la nostra magistratura sportiva e non, cosa aspettano a far indagini adeguate e, se il caso, prendere provvedimenti? poi qualcuno ha persino il coraggio di gettare ombre sulla vera proprietà dell’Inter!

  • maigobbo

    Il titolo di quel giornalaccio innanzitutto è ingannevole: se uno dovesse leggerlo distrattamente sembrerebbe riportare ciò che buffone avrebbe GIA’ vinto e non quello che POTREBBE vincere. Dopodichè a me di quelli che si sentono italiani, anzi itagliani, solo quando c’è il calcio, fottendosene altamente laddove ci siano in gioco cose più importanti, non interessa nulla. Così come non mi interessa nulla di quelli che mano sul cuore cantano l’inno facendo “budubum budubum budubumbumbumbumbum” ma che cazzo è la festa del patrono del paese o un inno nazionale che “dovrebbe” avere un minimo di marzialità e fierezza? ed in ultimo non me ne frega niente (anzi: gnente rafforzativo) perchè per me C’E’ SOLO L’INTER !!!

    • gio

      Non c’è bisogno di cercare all’estero si capisce chi c’è dietro, chi di dovere sa chi c’è dietro al milan , ma girano la testa dall’altra parte invece di fare una bella inchiesta.E dai con trasmissioni contro l’INTER.Pensate se fosse successo alla nostra squadra..il tutto veniva pubblicizzato anche sui volantini dei supermercati

      Parlando poi di nazionale,cosa dobbiamo aspettarci da un calcio dove l’onestà sta in panchina, anzi che dico, in tribuna. Abbiamo esponenti come malago e un” furbacchione” come il presidente della lazio leggere anche il suo di curriculum.Ma porca miseria è cosi difficile e impossibile mettere ai vertici delle istituzioni importanti gente capace e al di sopra di ogni sospetto ? schifo totale!
      quest’anno consoliamoci con la la nostra squadra
      AMALA

  • andrea1952

    Quanto rumore, quanto si affannano le puttane per parlare il meno possibile dell’Inter e se costrette le puttane del canone provano a sminuire o mettere in difficoltà Spalletti. Esempio: DS, intervista di Spalletti domande non della gara appena conclusa, ma sul futuro allenatore della Nazionale e sull’esclusione della stessa dai mondiali, l’unica domanda sull’Inter, la solita, se l’Inter vince lo scudetto. Si parla della rube solo a 00.20 con lo sconcertante Sconcerti ed il tardo garfagnino Tordello impegnatissimi nel solito catenaccio in difesa della vecchia baldracca, per circa 2 minuti poi passa l’intervista a Ferrero della Samp. Insomma di rumore dei nemici se ne sente parecchio, ma di digrignare di denti e di unghie che tentano di arrampicarsi sugli specchi. Nemmeno una parola sul “galattico” BBilan, o dell’articolo del NYT sulla proprietà del BBilan forse i problemi finanziari di una squadra di serie “A” non sono degni di commento, escluso quelli dell’Inter, ricordate le puntate, le interviste, le battute che le puttane del canone dedicavano gli scorsi anni ai nerazzurri? Ora invece tutto tace nessuna domanda, nessuna battuta, nessuna inchiesta. Questa non è la stampa bellezza, e tu non puoi farci niente! No, forse la battuta del film non era proprio questa

  • leggo.solo.tuttosport

    ICONE NAZIONALPOPOLARI: DA BALOTELLI A BUFFON.
    LE VERE RAGIONI DELLA DISFATTA AZZURRA:
    DALLA NAZIONALE DELL’ITALIETTA INTERCULTURALE ALLE “SQUADRE DI STATO” (JUVEMILAN) DELL’ITALIA NAZIONALPOPOLARE.

    Per inquadrare nella loro giusta luce le motivazioni di fondo e le ragioni occasionali dell’ultima “perla” dei servili epigoni di quello che fu il più autorevole giornale sportivo italiano, non può prescindersi dal ruolo-chiave esercitato da cotanta testata SIA nella colossale e menzognera BOLLA MEDIATICA che ha fagocitato il calcio italiano dagli anni di Calciopoli, SIA nel surrettizio e indecoroso passaggio dalla Squadra azzurra alle “Squadre di Stato” (JuveMilan), dalla Nazionale azzurra alla Nazionale biancorossonera (nuovi colori nazionali).
    Come scrivevo lo scorso giugno nel commento “LA BOLLA MEDIATICA”, dalla Santa Alleanza del Milan berlusconiano con la Juventus moggiana, il calcio italiano, passo dopo passo, è stato assorbito irrimediabilmente in una immane Bolla Mediatica, che come la mostruosa Regina della saga di Alien partorisce senza sosta Fake News – o Post Notizie, secondo la definizione data a livello più generale dal Dizionario dell’Università di Cambridge – in ossequio a precise strategie di deformazione e mistificazione della realtà.
    In tali strategie, l’evento sportivo è relegato a fastidioso intermezzo del calcio parlato e del gossip destabilizzante sulla vita privata di calciatori ed allenatori degli avversari di JuveMilan.
    Dopo Calciopoli, la Bolla Mediatica si alimenta e si rinvigorisce dall’ansia sciovinista di rivincita del mondoJuve.

    Una trista “macchina da guerra”, IMPERNIATA SUL GRUPPO EDITORIALE DELLA GAZZETTA DELLO SPORT e composta dagli altri due quotidiani sportivi e dal Guerino (tutti e tre di proprietà dell’editore Amodei), dalla cosiddetta Grande Stampa (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, etc.), dalle reti Sky e Mediaset, da buona parte della galassia delle TV private, dagli innumerevoli siti specializzati in giornalismo “spazzatura”, somministra senza requie a milioni di utenti dei “media” le Fake News o Post Notizie (meglio BUFALE), create a tavolino per colpire il “nemico” (Inter, Napoli, Roma, Lazio, etc.), nei cui confronti – in primis l’Inter – ove necessario essa funge da autentica MACCHINA DEL FANGO.
    Una menzione a parte merita RaiSport, ridotta a ruota di scorta del Circo Mediatico e relegata a “riserva indiana” di una caciarona e pittoresca rappresentanza di giornalisti-tifosi (alcuni ultras) di fede romanista, tenuta artificialmente in vita per accreditare l’idea di un inesistente pluralismo dell’informazione calcistica.
    Nella Bolla Mediatica è stato attribuito un ruolo anche a IL SOLE 24 ORE, discusso quotidiano economico da sempre molto vicino alla Real Casa sabauda, con il compito specifico di sparare Fake News o Post Notizie di natura finanziaria a discapito delle avversarie di JuveMilan. Si pensi alle presunte rivelazioni spacciate per anni, prima dell’arrivo di Suning, su un presunto imminente fallimento dell’Inter.

    Prima della nascita della Bolla Mediatica, un giornalista sportivo (e non solo) che dava notizie infondate o vere e proprie bufale, ad esempio sul mercato calcistico, finiva fatalmente ai margini del mondo dell’informazione.
    Oggi accade l’esatto contrario: la bravura di un giornalista sportivo (e non solo) si misura in base alla capacità di fabbricare e soprattutto veicolare le più macroscopiche Fake News o Post Notizie, in cieca obbedienza degli ordini di scuderia del proprio editore.
    I più abili e spregiudicati assurgono al ruolo di autentici guru della (dis)informazione e pontificano da giornali, TV pubbliche e private, blog “spazzatura”.
    Nel vastissimo uditorio, solo i meno giovani, ormai, posseggono gli anticorpi per discernere il poco vero dal tantissimo falso.
    Le più esposte e indifese sono le fasce più giovani, che seguono il calcio dalla metà degli anni Novanta, abbagliate da falsi miti come quello del “bad boy” alla Balotelli
    e trasformate in masse di creduloni, prive dei basilari filtri per valutare la credibilità
    delle informazioni propinate dai “media” non solo sul pallone.
    Non a caso, come si evince dai post sui quotidiani on line e siti “spazzatura”, fra tali
    fasce è molto elevata l’aliquota di coloro che – imbevuti di (sotto)cultura nazionalpopolare somministrata dalla Bolla Mediatica, per la quale Juventus e Milan “pari sono” – tifano contemporaneamente per entrambi, che la stessa Bolla Mediatica ha accreditato come “Squadre di Stato”, dopo aver cancellato le tracce della storica rivalità fra i due clubs.
    La discesa di Berlusconi in politica, infatti, a circa 5 anni dall’acquisizione del Milan, ha comportato anche l’ingresso del nazionalpopulismo nel mondo del calcio.
    La (sotto)cultura nazionalpopolare permeava la Santa Alleanza Juventus-Milan, nata a metà degli anni Novanta dopo l’ascesa di Moggi e Giraudo al vertice della società bianconera e che costituiva l’asse portante di Calciopoli.

    Sul versante calcistico e sportivo in senso lato, con il determinante contributo della Bolla Mediatica (ED IN ESSA DELLA GAZZETTA DELLO SPORT), il nazionalpopulismo ha fatto passare l’idea che LA NAZIONALE FOSSE L’ESPRESSIONE ANTIQUATA E SOSTANZIALMENTE ANTISTORICA DELLA CULTURA, non solo calcistica, DELL’ALLORA ITALIETTA E CHE SOLO JUVEMILAN INCARNI ORGOGLIOSAMENTE L’AUTENTICO SPIRITO NAZIONALPOPOLARE, non più interculturale, DELL’ODIERNA ITALIA.
    Trovano così spiegazione alcuni rilevanti fenomeni, del tutto indecifrabili in una chiave di lettura esclusivamente sportiva, a cominciare dall’elevazione a “icona” nazionalpopolare del Balotelli milanista. Un “bad boy”, prima che un calciatore, ma un “bad boy” che incarnava alla perfezione un modello, del tutto deteriore, ma – come detto – largamente diffuso nelle fasce giovanili, a cui quel modello era stato inoculato dall’insidiosa propaganda nazionalpopulista.
    Nella stessa chiave di lettura si spiega la proiezione delle presunte imprese sportive di Supermario in una dimensione patriottica, se non sciovinista, trascendente l’ambito strettamente calcistico, come le due reti alla Germania dell’Europeo 2012, trasfigurate dalla Bolla Mediatica sul piano di una eroica contestazione dell’egemonia politico-economica di quel Paese in Europa nel nome del nazionalpopulismo italico.

    La Nazionale biancorossonera (nuovi colori nazionali) ha così soppiantato la Nazionale azzurra, sempre più spesso strumentalizzata, CON IL DETERMINANTE APPORTO DELLA BOLLA MEDIATICA, ora in funzione degli interessi più generali del nazionalpopulismo (si veda appunto il ruolo di leader, calcisticamente senza senso, affidato a Balotelli nella gestione del “politicamente corretto” Prandelli), ora al servizio degli interessi “di bottega” di JuveMilan.
    Si pensi alla pressochè automatica convocazione in azzurro di tutti gli italiani militanti in JuveMilan (campioni e scarponi), ora per “caricarli” – ad esempio,
    le convocazioni come “premio di ingresso” per i neo-acquisti (fra le tante, la stupefacente convocazione di Lapadula appena arrivato al Milan), ora per valorizzare calciatori solo normali, se non mediocri, da cedere all’estero con la realizzazione di consistenti plusvalenze altrimenti impensabili (Giaccherini, Zaza, etc).

    Senza avere ben presente il deprimente quadro complessivo testè delineato non si comprenderebbero appieno, fra le tante cose, nè il ruolo di “icona” nazionalpopolare già attribuita al Balotelli milanista dalla Bolla Mediatica, nè – da ultimo – il ruolo di “maestro del pensiero”, apparentemente ridicolo e patetico, in realtà serio e preoccupante, assegnato a Buffon dalla stessa Bolla Mediatica, che ne ha fatto il principale antesignano del nazionalpopulismo italico nel mondo del calcio.

    • andrea1952

      c’è poco da aggiungere a quanto da te scritto, se non, ad esempio quanto letto su Fantagazzetta, con il tentativo di incolpare del fallimento della Nazionale addirittura la vicenda calciopoli, secondo fantagazzetta calciopoli ha indebolito la Nazionale che adoperava il blocco rube. Mistificando i fatti. Calciopoli fece vincere un mondiale dato che i giocatori di quella Nazionale lo adoperarono come scudo di protezione sugli effetti di calciopoli che li vedeva, a partire dal CT, protagonisti. Vincendo si salvarono il culo. Nessuno si azzarda a dire che nella Nazionale il blocco rube faceva il bello ed il cattivo tempo. Buffon, Barzagli, Bonucci Chiellini (la BBC) decidevano chi convocare o meno, le formazioni erano loro a deciderle. Ora che si sono sputtanati la merda la gettano sugli altri. Chiellini quante volte è uscito dal ritiro della Nazionale con falsi infortuni su richiesta rubentina, senza che nessuno alzasse un dito? Guardate il percorso della non qualificazione degli azzurri, siamo stati presi a pallonate dalla Spagna ed avevamo come concorrenti Israele ed Albania e siamo riusciti ad andare ai ballottaggi. Ma la colpa è degli altri la BBC non c’era Buffon non c’era